Il Tirreno

Grosseto

Carlos, la famiglia non si dà pace

di Alfredo Faetti
Carlos, la famiglia non si dà pace

I genitori dell’eremita di Scarlino hanno rimandato la partenza e continuano a battere la macchia

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SCARLINO. Non si danno per vinti, anche se ormai le speranze sono come una candela: accese e cariche di energie, ma sempre più consumate ogni giorno che passa. La famiglia di Carlos Sanchez, ormai noto come l’eremita di Scarlino, è divisa in due nelle proprie emozioni: continuare a cercare dentro le selve sterminate che ricoprono le colline, oppure tornarsene a casa? Una tentazione forte, ma ancor una volta scartata dai Sanchez, sempre speranzosi di poter rivedere quel figlio creduto morto da tanti anni, anche solo per un attimo, quanto basta per capire se sta bene oppure no.

La giornata di ieri è stata la fotocopia di quella di domenica, con i genitori dello spagnolo su e giù nei boschi non solo scarlinesi, ma anche di Gavorrano e di Pian d’Alma nella zona di Castiglione della Pescaia. Basta dare uno sguardo attorno per capire come ci siano solo poche strade a dividere un bosco dall’altro, con le chiome degli alberi che poi si perdono a vista d’occhio. «Come fai qua a trovare una persona che non vuole essere trovata? Oppure che non sa neanche che lo stiamo cercando» dice un cacciatore che si è aggiunto ai volontari accompagnatori dei Sanchez, chiamati insieme ai membri dell’associazione Penelope Toscana a fare da guida dentro la macchia. «Anche oggi abbiamo girato molto, ma non ci sono tracce – spiega – Anche perché non sappiamo dove andarle a trovare».

È questo il punto: dove cercare? Nei pressi di Cala Violina, dove Carlos è stato ritrovato dai due fungaioli la prima volta? Oppure guardare altrove? «I boschi qui sono sterminati» dice il cacciatore, chiamato come guida in aiuto alla famiglia spagnola insieme a ricercatori di funghi ed altri esperti della macchia scarlinese.

In paese nessuno ha visto i Sanchez. Neanche in Comune, dato che gli spagnoli hanno ottenuto tutte le informazioni di cui avevano bisogno da altre fonti. Non si vedono in giro: dormono in una struttura ricettiva prenotata da Penelope Toscana e per tutto il giorno girano per le strade della Maremma del nord, visitando ora una parte di bosco ora un’altra. Una delle prime tappe è stato il punto a ridosso di Cala Violina in cui Carlos ha posizionato il suo ultimo accampamento.

Un momento quasi surreale per i Sanchez, che poi hanno ripreso il loro cammino. In quel punto c’è ancora bisogno di fare pulizia dei rifiuti lasciati dall’eremita e il Comune, insieme al personale delle Bandite, sta cercando di capire come poter dare il via alla bonifica, viste le difficoltà insormontabili ad arrivare in quella zona con un mezzo. Solo una cosa sembra più difficile: trovare Carlos.

Le possibilità dei genitori di incrociare quel figlio quarantacinquenne si riducono ogni giorno che passa, dato che in loro si fa sempre più spazio la consapevolezza della complessità di queste ricerche. Il ritorno in Spagna comunque non è ancora segnato in agenda. Quella candela, per quanto consumata, ancora non si è spenta.

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