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Grosseto

Maltratta i genitori, pena di venti mesi

Maltratta i genitori, pena di venti mesi

Ha patteggiato il tossicodipendente arrestato a febbraio al culmine degli episodi di estorsione

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GROSSETO. Ha patteggiato 1 anno e 8 mesi, con il riconoscimento delle attenuanti generiche e la dichiarazione di parziale incapacità di intendere e di volere, l’uomo di 35 anni, tossicodipendente, che nel febbraio scorso era stato arrestato per aver maltrattato e aggredito i genitori. Era accusato anche di estorsione, per aver preteso denaro a più riprese, in modo pressante: nell’ultimo episodio, quello dell’arresto, avrebbe malmenato padre e madre per 50 euro, un calcio all’inguine a lui, strattoni a lei.

Il sostituto procuratore Alessandro Leopizzi ha raggiunto un accordo con il difensore Alessandro D’Amato, ratificato all’udienza preliminare dal giudice dottor Marco Bilisari. La pena è stata sospesa e l’uomo è stato messo in libertà: ha scontato circa nove mesi agli arresti in comunità.

Quando la polizia era intervenuta, il calvario - secondo quanto dichiarato dai genitori - durava da mesi, forse anche da un anno e mezzo. Solo l’intervento di una vicina di casa, che è anche un agente di polizia, aveva fermato la furia dell’uomo, poi preso in consegna dalla pattuglia. Arrestato e, dopo la convalida, messo ai domiciliari in una comunità, con divieto di comunicare con persone diverse da quelle che si sarebbero prese cura di lui e con i genitori, a meno che non fossero autorizzati dal giudice. Serviva una misura restrittiva perché le persecuzioni avrebbero potuto ripetersi, aveva argomentato il giudice Valeria Montesarchio. L’uomo nona aveva risposto all’interrogatorio in carcere: aveva solo chiesto scusa per il suo comportamento. Tra i vari episodi di estorsione, quello avvenuto poche settimane prima dell’arresto, quando l’indagato era prima riuscito a farsi consegnare 50 euro e la sera era tornato a chiedere soldi: addirittura, i genitori si erano dovuti chiudere in camera da letto e ne erano potuti uscire solamente dopo che avevano consegnato 120 euro. Poi i genitori erano stati costretti a rifugiarsi nella loro casa di campagna, per qualche giorno, per sfuggire alle continue aggressioni del figlio. E sempre di 50 euro sarebbero state le richieste minacciose e violente che già dal giugno 2013 l’uomo avrebbe messo in atto. Sempre per comprare la droga. E sempre con modalità che avevano finito per far intervenire più volte i vicini di casa. (p.s.)

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