Sicurezza
«Salvata dal batti e corri» I tanti ricordi di Lorella
A distanza di tanti anni, ora che sono grande, più coraggiosa e forte, vorrei dire o meglio “lanciare” il mio grazie al baseball per tutto quello che mi hanno permesso di essere. Sono una donna di...
A distanza di tanti anni, ora che sono grande, più coraggiosa e forte, vorrei dire o meglio “lanciare” il mio grazie al baseball per tutto quello che mi hanno permesso di essere.
Sono una donna di cinquantatré anni, affetta da una rara e gravissima malattia progressiva alle ossa che mi costringe a passare gran parte della mia giornata a letto con poche ore di “aria” vissute in carrozzella. Non posso più viaggiare, a causa di due barre nella colonna vertebrale e uno “scatafascio” di ossa rotte che si infiammano con molta facilità.
Ho però una vita movimentata grazie alla mia voglia di comunicare, grazie a Internet e ai miei molteplici impegni: sono tra i soci della Fondazione Il Sole che si occupa di persone diversamente abili, sono stata commissario della Commissione pari opportunità della Provincia, blogger, content manager e lavoro allo sportello info-handicap dell'Urp comunale.
In un certo senso continuo a viaggiare attraverso le poesie che scrivo, nelle quali raccolgo e dono emozioni di vita in un mondo in cui esse sembrano inutili. Perché senza le emozioni belle, l'essere umano perde la sua umanità.
Nella mia esistenza ho avuto la fortuna di conoscere un mondo diverso oltre a quello condiviso con la mia famiglia e gli amici, un mondo in cui crescere senza discriminazioni e offese, un grande mondo: lo stadio di baseball.
Il baseball mi fece innamorare nell'adolescenza: fui invitata da un'amica ad assistere ad una partita; camminavo ancora un pochino e mi muovevo con una minuscola biciclettina rosa. Ero emozionata nel salire sulle gradinate portandomi dietro la biciclettina. Fu un amore immediato, un “coup de foudre”: i giocatori visti dall'alto sembravano piccoli soldatini, principi che andavano a conquistare il castello e correndo segnavano il punto con gioia e calore dei tifosi.
Una scacchiera strana quel pentagono, un piacere per gli occhi stare a guardare il bel verde brillante che circondava la terra rossa. L’odore di erba tagliata era come una carezza per i miei sensi. Il rumore del guantone e della mazza che toccava la pallina erano i rumori più belli e furono i suoni di vita, i miei suoni vitali per ogni mia stagione che cominciava: l’arrivo della primavera e del caldo placava i dolori alle ossa e i “rumori” del baseball mi ricordavano che presto sarei entrata nelo stadio a seguire le partite, e sarei stata “normale”.
Nel dicembre 2014 alla presentazione del mio primo libro di poesie avevo al mio fianco gli amici della vita: l'ex Presidente del consiglio, Enrico Letta, il critico cinematografico e letterario Fabio Canessa e il grande lanciatore Roberto Cabalisti. Quel giorno emozionante, davanti ad una platea di intellettuali, parenti, amici, c'erano anche i volti di molti grandi, Vic Luciani, Beppe Massellucci e molti altri
A proposito di Beppe Massellucci, il mitico #44, vorrei aprire una parentesi anche sull'etica che questo sport trasmette a chi lo gioca: forse è un caso, non so, ma quanti sanno che la mia vita, soprattutto dopo la grande operazione alla colonna vertebrale, è stata “colorata” dall’affetto silenzioso di tanti giocatori di baseball? Molti altri giocatori sono rimasti in contatto con diverse persone diversamente abili, nonostante gli anni passati. Per discrezione non faccio i nomi, ma posso parlare di coloro che mi hanno regalato “cure di affetto” e sostegno nei vari momenti della mia vita, in umiltà e senza scalpori mediatici.
Giuseppe Massellucci mi donò la divisa, il famoso #44 con il quale vinse lo scudetto a Rimini. Scelse me e mi trasformò in “regina”, un dono e un ricordo che ancora mi fanno emozionare. Mi fermò un giorno e mi disse che avrebbe avuto piacere di regalare la sua divisa a me, poiché da sempre mi aveva vista presente alle partite con la mia biciclettina per ore ed ore senza mai abbandonare lo stadio. Quel gesto mi fece sentire la più famosa delle famose, alta un metro e novanta! Sì, Giuseppe Massellucci mi aveva incoronato regina ed io, comprendendo la sua riservatezza, non l’ho mai raccontato prima di oggi: sapevo che era un gesto che non voleva essere spettacolarizzato o strumentalizzato. Non dimentico Stefano Cappuccini, infermiere, in uno dei miei tanti ricoveri, un mattino di Natale mi fece trovare a sorpresa accanto al letto la sua mazza firmata, fu il regalo dei regali, tra flebo e dolori capii che il baseball era sempre accanto a me... non mi avrebbe mai lasciata. Roberto Cabalisti che da tempo mi affianca aiutandomi, rincuorandomi, incoraggiandomi, facendomi compagnia con le telefonate.
Beppe Carelli che mi aiuta a distanza, con la sua grande capacità informatica, sempre pronto a rispondere ai miei problemi telematici, ma poi altri grandi nomi di giocatori e tecnici che non mi hanno mai negato una carezza normale quelle carezze che danno coraggio e forza vitale, grandi persone come Francesco Casolari, Vic Luciani, Claudio Sabatini, Gabriele Ermini, Federico Cipriani, Francesco Petruzzelli, Riccardo e Andrea De Santis, Edward Orrizzi, Dario Borghino, Craig Stimac, Gianmario Costa, tanti sarebbero i nomi di bellissime persone che ancora continuano a sostenermi nella vita, qualcuno dice che il baseball rende eterni bambini, ma anche grandi esseri di cuore e coraggio.
Questo gioco ha incontrato la mia vita, con il baseball ho avuto la fortuna di trovare uno spazio nel quale la mia esistenza era completamente considerata nella sua interezza, ancora oggi mi sento “a casa” in quel luogo dove l’erba tagliata di fresco, la terra rossa e il pentagono sono un tutt’uno con i suoi “cavalieri”.
Grazie al baseball italiano, grazie al baseball, grazie ancora a quei tifosi che mi hanno incoraggiata, a tutti quei giocatori che mi hanno donato sorrisi e ancora silenziosamente mi stanno vicino con rispetto.
Il baseball, una grande filosofia di vita, un grande sport in cui esistere, che tutti noi appassionati e tifosi, possiamo, e dovremmo, adoperarci per non cancellarlo dalla storia e farlo fiorire ancor più nel futuro, per le future vite.
*Poetessa, scrittrice
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