Il Tirreno

Grosseto

La Madonna di Capalbio torna all’antico splendore

di Ivana Agostini
La Madonna di Capalbio torna all’antico splendore

L’opera di Calderoni è stata sottoposta a un lungo e minuzioso restauro grazie alle donazioni al Fai Maremma. Oggi la riconsegna alla chiesa di San Nicola

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CAPALBIO. Torna al suo antico splendore la tela della Madonna della Provvidenza. L’opera, conservata nell’oratorio della chiesa di Capalbio è stata infatti restaurata. Il restauro è stato finanziato interamente dal gruppo Fai Maremma con i fondi dei contributi volontari raccolti, grazie alla Convenzione a tre firmata tra il Fai, la Soprintendenza per i Beni storici, artistici ed etnoantropologici per le Province di Siena e Grosseto e dalla Diocesi di Pitigliano Sovana e Orbetello.

Il dipinto sarà riconsegnato oggi alle 17.30. Durante la riconsegna, la restauratrice Eugénie Knight,  che ha curato il restauro e la storica dell’arte Claudia La Malfa parleranno dell’intervento effettuato sulla tela  e degli affreschi di scuola del Pinturicchio di metà Quattrocento presenti nella chiesa capalbiese.

La Madonna della Provvidenza è un dipinto olio su tela del 1792 di Pietro Calderoni. Il dipinto raffigura la Vergine col Bambino sulle ginocchia, mentre alle sue spalle, sulla sinistra, si vede il borgo fortificato di Capalbio. L’opera ha grande importanza dal punto di vista del culto, poiché è particolarmente venerata dai capalbiesi e per questo sulla tela sono presenti una serie di doni votivi (catene d’oro ed anelli), alcuni dei quali furono rubati qualche anno fa.

Dopo il tentativo di furto venne realizzata a protezione del dipinto una teca costituita da una spessa lastra di vetro. Questa teca, come una scatola chiusa, se da un lato ha protetto il dipinto dall’altro ha determinato un microclima estremamente favorevole alla crescita di spore fungine.

L’opera è stata sottoposta perciò a una operazione di restauro con una immediata disinfestazione appena giunta al laboratori. Un intervento lungo e minuzioso che ha riportato la tela al suo antico splendore che oggi tutti potranno ammirare.

In accordo con il parroco della chiesa di San Nicola, i gioielli votivi non sono stati riagganciati al dipinto dato che, trattandosi di elementi aggiunti a scopo devozionale e non essendo parti decorative facenti parte dell’opera originale, collocarli vicino al dipinto non sarebbe stata una scelta funzionale e corretta per la conservazione del dipinto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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