Il dolore
L’Unione raschia il barile Operai forestali a rischio
Risorse statali in ritardo, l’ente è stato costretto ad anticipare quattro milioni Si teme che non tutti i lavoratori boschivi possano in futuro essere confermati
MASSA MARITTIMA. Se da un lato la discussione nazionale si incentra sul tentativo di raggruppare i Comuni, dall’altra la sensazione è che gli enti locali siano abbandonati a loro stessi. Basta leggere le quaranta pagine che compongono la relazione sulla “Verifica dello stato d’attuazione dei programmi” (questo il titolo) che accompagna il bilancio 2015 dell’Unione dei Comuni Colline Metallifere per capire che ad oggi le istituzioni del territorio non hanno alcun mezzo per programmare il futuro. E quest’incertezza di fondo ricade sui dipendenti pubblici e i cittadini.
Ad esempio: salta fuori che mantenere tutti e quarantuno gli operai del servizio forestale impegnati sui colli non è per niente semplice, né scontato. Poi, mancano ancora i finanziamenti che la Regione deve versare nelle casse di ogni singolo Comune e il risultato è che certi investimenti restano fermi al palo.
«È un panorama che rende difficile non solo programmare ma anche ipotizzare possibili scenari nel breve periodo» scrive il presidente dell’Unione Marcello Giuntini nelle conclusioni.
Basta un dato per confermare l’incertezza che emerge dalla relazione: nel solo 2014, per far fronte a quel vuoto creato dalle entrate in ritardo – sia pagamenti che finanziamenti statali – l’ente ha dovuto far quadrare i conti anticipando in cassa quattro milioni di euro. Non a caso «l’ente è chiamato a fare sforzi importanti» si legge nella relazione.
Insomma, con questi chiari di luna la stesura di un bilancio diventa complicata: per i cittadini può essere un problema impercettibile, ma rischiano di subirne le dirette conseguenze; il rischio diventa tangibile per i dipendenti pubblici, per esempio. In questo senso, c’è un paragrafo interamente dedicato agli operai forestali che fanno capo all’Unione. «Le incertezze legate al tardivo ed insufficiente finanziamento del Programma forestale 2015 – si legge sul documento – destano non poche preoccupazioni proprio perché ad esso è legata la spesa relativa alle maestranze forestali in amministrazione diretta».
L’Unione dei Comuni Colline Metallifere infatti ha nel suo organigramma una squadra di quarantuno lavoratori forestali e ad oggi non si può dire se questa forza- lavoro potrà essere confermata in blocco in futuro.
«L’Unione sta facendo ogni sforzo possibile per confermare l’obbiettivo della piena occupazione – continua la relazione – agendo sia sul risparmio dei costi fissi, sia sui proventi della gestione del patrimonio che in parte possono essere destinati allo scopo, sia recuperando risorse sul proprio bilancio, su quello dei Comuni e di altri enti pubblici». Basterà?
C’è di che rincuorarsi: questa situazione va avanti già da due anni e finora l’Unione è riuscita a far quadrare i conti. «La situazione, però, non è rosea – puntualizza il documento - perché alle incertezze del finanziamento regionale si sommano le minori risorse comunali destinate alla cura del verde pubblico comunale e le vicissitudini del mercato della legna da ardere». Tradotto: mancano i soldi. Lo stesso problema che ricade su Massa Marittima, Montieri e Monterotondo, che senza i finanziamenti da Firenze da inserire poi nei rispettivi bilanci, sono costretti a bloccare lavori pubblici e investimenti.
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