Il Tirreno

Grosseto

L’ospedale compie cinquant’anni Grosseto lo festeggia

di Sara Landi
L’ospedale compie cinquant’anni Grosseto lo festeggia

Un libro a firma di Cristina Gimignani e una serie di eventi nei prossimi mesi ricorderanno la posa della prima pietra

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GROSSETO. Il 17 novembre 1964 è la data della posa della prima pietra dell’ospedale Misericordia di Grosseto progettato dagli ingegneri Mario Luzzetti e Umberto Tombari.

Mezzo secolo fa cominciava dunque il cantiere che avrebbe dato alla nostra città in continua espansione demografica tra gli anni Sessanta e Settanta un moderno ospedale, più funzionale e adeguato rispetto alla storica sede dentro le Mura. Per questo anniversario sono in preparazione alcune iniziative che si svolgeranno nei prossimi mesi e che ieri sono state illustrate in Comune dal sindaco insieme ai vertici della Asl, il commissario Enrico Desideri e il vicecommissario per l’Asl 9 di Grosseto Daniele Testi. Per ricordare lo storico passaggio dal vecchio al nuovo ospedale verrà intitolata una sala del Misericordia al direttore sanitario di allora, il dottor Silvio Banci Buonamici. Fu lui il responsabile del trasferimento da via Ginori a via Senese e in particolare fu lui a coordinare le fasi delicate della chiusura del vecchio ospedale e contestualmente dell’apertura del nuovo nella notte di Capodanno del 1974 con il trasporto dei degenti da una sede all’altra.

Per approfondire invece gli aspetti storici e sociali della vicenda sarà presto presentato “Maremma bianca. 50 anni di buona sanità”, il libro della giornalista Cristina Gimignani edito da Magazzini del Caos, un’opera che raccoglie interviste e ricerche d’archivio.

«Ho raccolto le voci dei protagonisti di quegli anni – dice Gimignani – ma anche della gente comune. Il libro vuole essere una celebrazione dell’ospedale e della sua storia ma anche in generale un omaggio alla storia della città. Basta pensare al fatto che lo spostamento in periferia dell’ospedale incentivò l’uso degli mezzi pubblici».

La scrittrice grossetana ha anche proposto al Comune di organizzare alcuni incontri per parlare di temi legati alla salute e alla bioetica partendo dalle sceneggiature di alcuni film, con il coinvolgimento di medici, infermieri e professionisti della sanità locale. Questo percorso della memoria sostenuto dal Comune è condiviso ovviamente con l’Asl.

«È bello – osserva Daniele Testi – che si facciano queste iniziative di riflessione sulla storia dell’ospedale proprio ora che stiamo costruendo la nuova ala per alta intensità di cura».

Anche Enrico Desideri ha ringraziato il sindaco Bonifazi e Cristina Gimignani per queste iniziative. «È un omaggio alla buona sanità grossetana – dice Desideri – ma anche la dimostrazione del fatto che la sanità non si deve mai fermare perché deve sempre adeguarsi ai nuovi bisogni, saper ascoltare i cittadini, i sindaci e i propri operatori al pezzo ogni giorno e sapersi integrare con il resto della pubblica amministrazione».

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