Il Tirreno

Grosseto

L’Ombrone si apre al rafting versione “soft”

Si potrà praticare da Ponte Tura al Berrettino grazie al protocollo Comune, Uisp e Terramare

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GROSSETO. Il fiume non deve essere fonte di paura o di disturbo ma elemento da vivere, da monitorare per i suoi aspetti critici e da valorizzare per tutte le sue potenzialità.

Per questo, proprio nei giorni in cui la città ricorda i 49 anni dall’alluvione del 1966, il Comune di Grosseto, la Uisp e l’associazione Terramare hanno adottato un protocollo d’intesa per la promozione di iniziative turistico-sportive e di monitoraggio del bacino fluviale dell’Ombrone.

Un’esperienza che l’associazione Terramare ha fatto finora con l’uso delle canoe e che si arricchisce portando sulle sponde dell’Ombrone il soft rafting per scolaresche e gruppi organizzati.

«Per l’Ombrone parliamo di soft rafting perché non siamo in presenza di grosse rapide – dice il presidente di Terramare Maurizio Zaccherotti – Di recente abbiamo acquistato due gommoni raft per questa pratica oltre ovviamente a tutte le dotazioni di sicurezza per chi parteciperà alle uscite».

L’attività di monitoraggio con riprese video e documentazione fotografica sarà svolta solo da persone esperte dell’associazione (domenica la prima uscita ufficiale) mentre per gruppi e scolaresche saranno organizzate delle escursioni utili a scoprire il fiume nel tratto da Ponte Tura al Berrettino (circa 4,5 chilometri), sempre con la presenza di una guida per ogni gommone. «In questo modo – spiega Zaccherotti – teniamo insieme due esigenze, far conoscere il fiume e le sue risorse e tenere sotto controllo tutti gli elementi di rischio, dall’erosione delle sponde allo stato della vegetazione ripariale alla presenza sulle rive di rifiuti abbandonati».

Il protocollo che segna la partenza di queste attività (presto disponibile il calendario che sarà diffuso da Uisp e Terramare) è stato adottato dalla giunta con la delibera 395 e firmato ieri mattina nella sala consiliare del Comune dal vicesindaco Paolo Borghi, da Zaccherotti per Terramare e dal vicepresidente della Uisp Sergio Perugini.

«Partiamo da iniziative turistico-sportive per arrivare in futuro a copianificare la tutela e il rilancio del bacino dell'Ombrone – spiega Borghi – Messa in sicurezza, promozione e conoscenza del territorio devono andare di pari passo».

Il protocollo rappresenta quindi per il Comune e per le associazioni coinvolte tra cui Legambiente un passo ulteriore verso l’adozione del cosiddetto contratto di fiume, strumento di programmazione negoziata per la riqualificazione dei bacini fluviali di grande utilità pubblica e sociale. Quanto alla Uisp partecipa al progetto con il Coordinamento nazionale e provinciale Acquaviva e collaborerà in particolare per garantire la sicurezza durante le uscite di soft rafting. I monitoraggi fluviali di Terramare sono cominciati a dicembre 2014 utilizzando le canoe per un totale di 95 chilometri di fiume finora esplorato dall’interno.

Sara Landi

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