Finanza
Pini a ridosso dei binari Rfi impone il maxitaglio
Via all’abbattimento degli alberi in via Caravaggio: i lavori spettano al Comune Nel mirino delle Ferrovie 108 piante, dopo una trattativa 70 saranno risparmiate
GROSSETO. Stavolta il Comune non c’entra nulla. Anzi, stavolta, l’assessore Giuseppe Monaci – “quellodallamotosegafacile” (come è stato definito per i pini di Marina o per qualche altro taglio in città) – un’ottantina di piante le ha momentaneamente salvate.
Da un anno e mezzo, infatti, tutti i pini sul lato ferrovia, in via Caravaggio, sono entrati nel mirino di Rfi spa, società del gruppo Ferrovie dello Stato, che ne chiede la chioma. In applicazione al Decreto 753/80 al Comune di Grosseto è stato letteralmente imposto di intervenire sugli alberi che interferiscono con la linea ferroviaria: pena multe salate e perfino l’arresto per chi ha la responsabilità di eliminare il potenziale pericolo e non procede. Insomma, tutti i pini piantati tra il finire degli anni Settanta e i primi anni Ottanta a ridosso del rilevato devono essere valutati, e successivamente potati o peggio tagliati. La stessa Prefettura è arrivata a sollecitare il Comune di Grosseto invitandolo «ad adottare ogni iniziativa finalizzata a scongiurare possibili situazioni di criticità che possano interessare le infrastrutture ferroviarie e quindi potenziali danni alla regolare circolazione dei treni». E così la palla avvelenata - tanto per cambiare - è finita sulla scrivania dell’assessore Giuseppe Monaci.
In prima battuta Rfi chiedeva di tirare giù 108 piante radicate, cioè tutte quelle che, in caso di caduta, potevano teoricamente interferire con la sede ferroviaria creando pericolo per la pubblica incolumità e l’interruzione di pubblico servizio. Alla fine, dopo ripetuti sopralluoghi, incontri con il responsabile manutenzione di Rfi, stime, valutazioni di buon senso, si è arrivati a segnarne 35. E sono quelli che nei prossimi giorni saranno eliminati. «Mi rendo conto che anche questa non è un’operazione simpatica - spiega Monaci, che oltre che assessore è uno stimato dottore agronomo – ma la legge va rispettata. Secondo la normativa vigente, lungo i tracciati delle ferrovie è vietato far crescere siepi, piante ed erigere muri di cinta e steccati o recinzioni in genere a una distanza minore di 6 metri dalla rotaia più vicina, mentre sotto i 50 metri è vietato destinare a zona boschiva i terreni adiacenti; si tratta di misure tese non solo alla prevenzione della caduta di alberi o rami e materiale sulle rotaie, ma anche all’evitare il propagarsi di incendi e i relativi rischi per viaggiatori e circolazione ferroviaria. Le note di Rfi e Prefettura non lasciano spazi di manovra e ci impongono di procedere. Qui in ballo ci sono circa 110 piante e al momento abbiamo raggiunto un accordo per tagliarne 35. Il tracciato della ferrovia si trova in rilevato e la distanza di sicurezza è stata calcolata dal ciglio dello sterro o dal piede del rilevato». Ma nel quartiere c’è già chi ha appizzato le orecchie. Quei segni bianchi sulle piante possono voler dire solo una cosa: l’arrivo di Stihl e Husqwarna. E proprio alcuni cittadini si erano rivolti nei giorni scorsi al nostro giornale chiedendo di indagare.
Ieri sono arrivate le risposte. Risposte che non piaceranno troppo a chi abita in quella zona. Presto arriveranno le motoseghe. E c’è poco da obiettare, stavolta.
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