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Olio e vino, a Potentino annata eccezionale

Olio e vino, a Potentino annata eccezionale

Il castello si avvia a celebrare il ventennale della prima bottiglia prodotta con un evento a Londra

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SEGGIANO. «Il vino è in cantina e le olive vengono raccolte mentre scriviamo. È stato un anno molto buono per entrambi». Così Alexandre Greene e Charlotte Horton, i signori del castello di Potentino di Seggiano, che chiudono con una cena, il 29 novembre, una stagione di raccolto splendido.

«Per la vendemmia in tutta la Toscana – spiega Alexander – è stata una grande annata. I tempi di maturazione delle uve si sono allungati e gli odori che escono dalla cantina sono enormemente promettenti. Per ciò riguarda l’olio d’oliva, Charlotte e io siamo soddisfattissimi. L’olio è verde, amaro, erboso, profumato».

È un momento di grande slancio, quello del castello di Potentino, che ha anche inaugurato una nuova linea di design per la quale è stato citato nel Daily Telegraph. «Ne siamo fieri», chiosa Alexander.

Arrivano, insomma, nel maniero di Seggiano i risultati di un’operazione economica ma prima di tutto culturale, perché i proprietari hanno scommesso tutto sul pedegree dei loro vini, i loro oli e l’accoglienza, tanto che Charlotte Horton e il fratello stanno conducendo da anni anche una ricerca sui vitigni autoctoni di Potentino, la località dell’Amiata grossetana più nota e illustre per la produzione di uve eccellenti fin da età antichissima. E hanno fatto anche di più.

Ogni anno, a vendemmia terminata, spremono una certa quantità di uva nelle pestarole di pietra che costeggiano il castello, rivendicando una produzione vinicola vecchia di 3000 anni. Tanti ne hanno quelle vasche di pietra e i palmenti o pestarole, manufatti composti da una vasca superiore scavata nella pietra di peperino con un beccuccio sotto al quale si apre un’altra vasca di raccolta. I grappoli venivano ammassati nella vasca superiore e premuti in modo da far uscire il liquido che colava nel contenitore sotto. E proprio su una di queste pestarole anche quest’anno è stato spremuto il vino con i piedi, una specie di rito di buon augurio. «Posso dire con dati di fatto – racconta Charlotte Horton – che pigiare l’uva nella pietra come facevano gli etruschi dà al vino un colore particolare e un sapore freschissimo».

Quest’anno i signori di Potentino festeggiano anche il ventennale della prima bottiglia di vino prodotto in azienda. «Stiamo organizzando – spiega Charlotte – un grande evento a Londra, a gennaio. Ma quel che è davvero un evento è che per l’occasione si sta componendo un concerto sul vino di Potentino». Allo spartito lavora, proprio fra le mura del castello, Mark Springer, pianista inglese, artista poliedrico e creativo, pittore. (f.b.)

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