Dopo lo scempio delle ruspe, la ditta risistema l’area dell’Ente
La ditta che lo scorso febbraio, con un taglio selvaggio e con l’uso di cingolati, aveva distrutto la strada e i bordi di una parte del fiume Ente dove si va a incrociare col torrente Zancona, nella...
La ditta che lo scorso febbraio, con un taglio selvaggio e con l’uso di cingolati, aveva distrutto la strada e i bordi di una parte del fiume Ente dove si va a incrociare col torrente Zancona, nella valle fra Montenero e Montegiovi, nel comune di Castel del Piano, ripristinerà tutta la zona. Lo annuncia l’assessore all’ambiente di Castel del Piano Franco Giannetti. «È la stessa ditta che si è resa conto del danno che aveva combinato e ha presentato lei medesima un progetto di ripristino», spiega l’assessore. Il fatto, avvenuto circa un anno fa, riguarda un lungo tratto del fiume Ente e aveva toccato pure la zona a regolamento specifico “no kill”, istituita dalla Provincia di Grosseto e gestita dall’associazione italiana Libera pesca sport dell’Amiata, che ha provveduto in quindici anni a gestire un piccolo tratto di torrente. Qui i pescatori hanno potuto apprezzare quel piccolo paradiso che alla bellezza del paesaggio ha aggiunto il divertimento per chi pesca a mosca, in un posto che ha conosciuto vari ripopolamenti e la creazione di servizi vari, come l’accessibilità di una zona in cui non esistevano strade al momento in cui è stata fatta la Zrs. L’abbattimento incontrollato degli alberi e la distruzione della strada di una delle zone più suggestive della valle dell’Ente era già stato segnalato alle istituzioni dal presidente dell’associazione Libera pesca, a novembre scorso. Adesso il tutto tornerà in uno stato decoroso. «Intanto sarà migliorata la strada che permette l’ingresso nella riserva “no kill”. Poi sarà resa di nuovo agibile la strada che conduce al parcheggio oltre il tratto che costeggia il fiume. La ditta, impegnando 40.000 euro, ha già risistemato la strada consortile usata dai suoi cingolati per eseguire i lavori a febbraio e sarà sua cura risistemare anche quella che stanno usando adesso. È previsto anche un risarcimento per l’associazione Libera pesca che a causa dell’impraticabilità della strada non aveva potuto fare nemmeno il ripopolamento dei pesci. «Con i soldi che verranno dati all’associazione libera pesca – precisa Giannetti – potranno essere riacquistati gli avanotti da allevare nel torrente Ente». (f.b.)
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