Sicurezza
Unione, doppia difesa dai sindaci
Marini e Franci alzano gli scudi di fronte a Santa Fiora
CASTEL DEL PIANO. «Nell’Unione o ci si crede o no. Se non ci si crede, bene dirlo e non bloccare il processo in atto». Così il presidente dell’Unione dei comuni Amiata grossetana, Jacopo Marini, prova a chiudere le ultime polemiche sull’efficienza dell’Unione, che molti definiscono un «carrozzone che non funziona».
«Non è vero che non funziona – ribatte il sindaco di Castel del Piano Claudio Franci, ex presidente dell’Unione – è vero che la faccenda è complessa e ha bisogno di grande impegno da parte di tutti, ma è anche vero che la questione è politica ed è su questo piano che occorre trovare un accordo. Se tutti si mettono in testa di farla funzionare, come già parzialmente sta facendo, funzionerà. Altrimenti chi non è d’accordo sa come fare».
Insomma dopo l’atteggiamento di Santa Fiora che sta battendo i piedi e minaccia di poter fare anche scelte amministrative diverse dall’Unione, se non le sarà concesso quel che le spetta e cioè un’autonomia scolastica, Franci incalza.
«L’Unione non ha fatto discriminazioni su questa questione e ha cercato di essere giusta prendendo posizione sulla scuola. Ha respinto, ad esempio, la proposta di Semproniano che voleva uscire dal comprensivo di Santa Fiora per andare con Castel del Piano; ha chiesto alla Regione che sia mantenuta la reggenza per il comprensivo di Santa Fiora che non ha numeri sufficienti per avere l’autonomia. Non accettiamo, comunque, la politica del baratto. Vi sono impegni fra comuni, presi in precedenza che vanno mantenuti, il Cipressino, per esempio. È sulla viabilità che noi i giochiamo la carta dello sviluppo. La provincia finanzia il primo lotto e noi comuni dobbiamo ribadire l’impegno di partecipare economicamente come stabilito. Anche la Regione dovrebbe fare di più e mettere qualche risorsa nella finanziaria che sta predisponendo. Questi sono i problemi principali e veri. SE qualcuno pensa di stare da solo e fare strade diverse, liberissimo. Non ci toccano le minacce di uscita dall’Unione. Chi resta con convinzione riuscirà ad ottenere risultati».
Ma accanto ai problemi, innegabili, anche i riconoscimenti. Sia Marini che Franci sottolineano, per esempio, come l’Unione amiatina sia stata inserita fra le sei Unioni regionali in grado di sperimentare un piano strutturale comprensoriale.
«Ci hanno dato 200.000 euro per avviare questa sperimentazione che farà sì che tutti i comuni dell’Unione abbiano un unico piano strutturale adeguato al Pit regionale – spiegano Franci e Marini – e sono soldi che la Regione darà ad Arcidosso e Castel del Piano che li gireranno subito all’Unione e ne beneficeranno tutti quanti i comuni che ne fanno parte. L’adeguamento dei piani strutturali al Pit va fatto entro il 2017 e dunque questi denari per poterlo fare in via sperimentale ci arrivano proprio in quanto parte dell’Unione amiatina. Ci pare un bel segnale».
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