Il Tirreno

Grosseto

Trovato morto in casa il figlio del fotografo Banchi

di Alfredo Faetti
Trovato morto in casa il figlio del fotografo Banchi

Marcello, 60 anni, viveva da solo: vigili del fuoco e 118 allertati da un vicino Era conosciutissimo per la grande passione per le armi e per i motori

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MASSA MARITTIMA. Appena un paio di settimane fa era seduto sul sagrato del duomo di San Cerbone, insieme ad un'altra decina di amici e coetanei, uniti per un compleanno di gruppo in cui spegnere le sessanta candeline. Era la comitiva di un tempo, quella che «andava in giro con la Honda di Marcello in via Corridori», come racconta un amico.

Poi, ieri mattina, poco prima dell’ora di pranzo, è stato ritrovato sul suo letto, ancora in pigiama, senza vita. L’idea è che gli sia stato fatale un malore, arrivato all’improvviso in quell’appartamento al pian terreno in cui Marcello Banchi, figlio del famoso fotografo Corrado, viveva da solo. Lo hanno ritrovato i vigili del fuoco, allertati dal vicino di casa perché non rispondeva ai suoi continui richiami, durati qualche ora, e hanno provato ad far intervenire subito il personale del 118. Ma ormai era troppo tardi.

In questo modo ieri pomeriggio Massa Marittima si è ritrovata a piangere un suo concittadino storico. «Un uomo mite e divertente» racconta chi lo ha conosciuto. Un uomo carico di energie, che ha sempre trovato la forza e la passione per rinnovarsi. Ha trascorso la sua giovinezza nelle miniere, almeno fino a quando, negli anni Novanta, non le hanno chiuse definitivamente. Da quel momento ha trovato lavoro in una ditta a Massa Marittima, ma anche questa ad un certo punto ha dovuto chiudere i battenti. Così, nell’ultimo periodo, aveva trovato impiego nella cooperativa Il Nodo.

Ma se questa era la sua vita professionale, vissuta con grande senso di responsabilità, le sue passioni ne restavano al di fuori, come quella per le armi, con una collezione (regolarmente denunciata) tenuta dentro casa; o quella per i motori. Tra queste, però, non c’era quella per la fotografia, la stessa che ha reso celebre in tutto il territorio il padre Corrado e il suo cognome: Banchi. Quel Banchi che riuscì a immortalare nel 1912 la famosa rovesciata di Carlo Parola, finita poi sulle buste e sugli album delle figurine Panini. Una passione passata ai figli, sia a Marcello che a suo fratello (che vive a Follonica), ma che non ha attaccato fino in fondo. Ognuno aveva le sua e Marcello le coltivava nella solitudine del suo appartamento in via Cerboni. Mai avute mogli né figli, il sessantenne.

Difficile ad ora capire il momento preciso in cui l’uomo si spirato: se martedì sera oppure ieri mattina, oppure nel mezzo in questo lasso di tempo. L’ultimo ad averlo visto vivo è stato il collega della cooperativa martedì mattia, quando entrambi erano impegnati in un intervento al cimitero. Marcello ha detto di non sentirsi bene e il collega lo ha invitato ad andare a casa per riposarsi. Lo hanno ritrovato il giorno dopo, in pigiama, senza vita. E all’improvviso Massa Marittima si è ritrovata a piangere un amico. «Uno spirito d’artista» dice un amico. La data dei funerali ancora non è stata stabilita, ma potrebbero essere celebrati forse già domani.

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