Il Tirreno

Grosseto

«Paolino sindaco!» Ma con la fascia c’è il comico Ruffini

L’attore livornese si affaccia dal municipio in tricolore Borghi posta su Facebook, l’(auto)ironia non piace a tutti

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GROSSETO. «Abbiamo il candidato!!!». Dopo i giorni della rabbia, e dello sfogo sul suo profilo Facebook contro i dirigenti del suo partito che lo avevan tenuto all’oscuro dei risultati del sondaggio commissionato dal Pd sul gradimento dei possibili candidati a sindaco di Grosseto, il vicesindaco Paolo Borghi trova lo spazio per un po’ di ironia e sempre sul suo profilo pubblica la foto di Paolo Ruffini che si affaccia dal balcone del municipio con tanto di fascia tricolore gentilmente concessa dal sindaco Emilio Bonifazi. Ruffini saluta e ammicca a una folla immaginaria sotto di lui, con i pollici in alto, in segno di vittoria, ma anche se si chiama Paolo, come Borghi, è evidente che la sua aspirazione non è quella di candidarsi a sindaco di Grosseto.

Che ci faceva, allora, in città, e cosa ci faceva in compagnia di Borghi la sera prima? Niente a che vedere con le elezioni: il noto comico, attore e regista livornese, è passato da Grosseto per un sopralluogo in vista dello spettacolo di Capodanno che lo dovrebbe vedere protagonista in piazza. Eppure la boutade di Borghi sulla improbabile candidatura non è passata inosservata. Oltre a quasi 180 like, ha raccolto anche qualche commento, e non tutti hanno gradito l’ironia. C’è chi ha inneggiato a “Paolino”, ma non è chiaro se il riferimento fosse all’autore del post o al soggetto della foto; c’è chi, più seriosamente, ha commentato che non lo voterebbe e chi è andato pure oltre, affermando che «con ‘sto soggetto non avremmo né un sindaco né un comico, a me personalmente non fa ridere...»; c’e chi ha invitato il vicesindaco alla serietà («Io farei meno lo spiritoso fossi in lei...») e chi ha subito incalzato con una reprimenda degna di ben altre battaglie («io credo ancora che la politica sia una cosa seria ma quando vedo questi post m’intristisco»).

Qualcuno, però, ha apprezzato il tono scherzoso e c'è anche chi, con filosofia, ha sottolineato che «Se sei serio, ti tirano le pietre. Se cazzeggi, pure». Almeno a Capodanno, però, ci darà da divertirsi.

Enrico Pizzi

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