Finanza
Ospedali, sindacati preoccupati
Cgil, Cisl, Uil insoddisfatti delle risposte dell’Asl sull’azienda unica
GROSSETO. I sindacati temono che la Maremma diventi marginale nel pianeta sanitario toscano. Anche di questi timori – in previsione della nascita dell’azienda sanitaria unica di Arezzo -Grosseto-Siena – si è discusso lunedì con la direzione della Asl 9. L’iniziativa era stata presa da Cgil, Cisl e Uil.
Timori. «Alla direzione aziendale – scrivono Claudio Renzetti (Cgil), Fabrizio Milani (Cisl) e Gianni Baiocco (Uil)– abbiamo fatto presente le preoccupazioni per il rischio di una marginalizzazione del territorio grossetano, che già risulta penalizzato dalla valutazione della Regione Toscana nell'attribuzione delle risorse. Tale valutazione premia infatti le aree a forte urbanizzazione e densità abitativa rispetto a quelle con maggiore estensione territoriale e a basso indice demografico», caratteristiche della Maremma.
Lavoratori. Cgil, Cisl, Uil hanno riportato il disagio dei dipendenti delle ditte di appalto e delle aziende dell'indotto per alcune inadempienze che stanno subendo: ad esempio, il mancato pagamento delle fatture arretrate. «In questo momento – spiegano i tre segretari generali – si superano abbondantemente i sessanta giorni previsti dalla legge. E questo si riflette sui ritardi dei pagamenti di salari e stipendi, con pesanti difficoltà per i lavoratori che sono invece obbligati a rispettare le scadenze (affitti, bollette, mutui) e contemporaneamente a far fronte alle necessità delle famiglie». L'azienda ha riconosciuto che «le inadempienze – riportano Cgil, Cisl, Uil – sono imputabili ad uno slittamento dei tempi dei trasferimenti di risorse da parte della Regione Toscana.
Case della Salute. La direzione aziendale ha evidenziato che sono previste nove Case della salute, riferiscono i sindacati. Delle quali tre già attivate e due in dirittura di arrivo, mentre per le altre si registrano ritardi.
Liste di attesa. Per le liste di attesa di visite ed esami l'Azienda sostiene «che si sta impegnando per una riduzione – informano i sindacati – anche attraverso la collaborazione con i privati e ha dovuto ammettere ritardi sulle cure odontoiatriche. Anche per i letti di cure intermedie non si sono ancora raggiunti in tutte le zone i tetti previsti nei patti territoriali siglati con i sindaci».
Nulla di fatto. Terminato l’incontro con la direzione dell’Asl, i sindacati valutano: «Le risposte ricevute – appuntano – danno l’idea di una situazione di stallo molto pericolosa per la sanità grossetana. Per di più emerge una grande difficoltà della sanità locale nel prendere in carico i pazienti sul territorio, dopo la deospedalizzazione».
Azioni. «Se su ognuno di questi punti non si trovassero soluzioni positive – dicono Cgil, Cisl, Uil – valuteremo iniziative per tutelare la dignità dei cittadini grossetani che hanno gli stessi diritti di quelli del resto della Toscana. Così come faremo di tutto per scongiurare esiti come quelli della Centrale operativa del 118, che ha penalizzato incomprensibilmente il territorio e le professionalità locali».
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