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Nogesi oggi a Roma presenta le proposte per un’energia sicura

Nogesi oggi a Roma presenta le proposte per un’energia sicura

La rete nazionale consegna al governo otto punti cardine Sos Geotermia punta alla chiusura delle centrali sull’Amiata

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ROMA. La Rete nazionale Nogesi, costruita da Sos Geotermia e decine di altre associazioni e comitati di tutta Italia, torna oggi a Roma per la seconda giornata di mobilitazione nazionale contro la geotermia speculativa e inquinante e porta al governo le proposte con i criteri per stabilire sia dove la geotermia si può fare senza pericoli per la salute, l’ambiente e le attività produttive già esistenti, sia dove non si dovrebbe fare.

All’attenzione dei ministri ci sarà, in primis, la geotermia dell’Amiata, dove Enel Green power da decenni produce energia elettrica con diversi impianti, tra le contestazioni degli ambientalisti di Sos Geotermia, che ritengono questo sfruttamento inquinante e pericoloso per la salute e l’ambiente.

La giornata romana si apre alle 9.30 con il convegno nell’auletta dei gruppi parlamentari in via di Campo Marzio. Al termine (alle 15) ci sarà una conferenza stampa e, contemporaneamente, un presidio davanti alla Camera dei deputati, in piazza Montecitorio.

Il convegno servirà a presentare le proposte elaborate nel corso dei sei mesi previsti dalla risoluzione approvata all’unanimità a metà aprile dalle commissioni ambiente e attività produttive (51 parlamentari in totale), che impegnava il governo ad adottare provvedimenti a tutela della salute e dell’ambiente in campo geotermico.

Si tratta in tutto di otto proposte. La prima è la creazione della zonazione e di linee guida che stabiliscano dove si possono costruire impianti senza correre rischi (contributo gruppo di lavoro coordinato dal professor Claudio Margottini). La seconda è la proposta di escludere la geotermia dalle zone con produzioni agricole di particolare qualità e tipicità e delle aree ad economia diffusa. Questa proposta è stata avanzata dal sindaco di Seggiano Gianpiero Secco. La Rete Nogesi propone poi al governo di attuare iniziative per favorire e promuovere lo sviluppo degli impianti in bassa entalpia (la geotermia “porta a porta”) su tutto il territorio nazionale. Al governo si chiede anche di rivedere i meccanismi incentivanti, che secondo gli ambientalisti sono alla base di speculazioni senza scrupoli a danno dei contribuenti e dell’ambiente; di coinvolgere i territori nelle procedure autorizzative; di prevedere tra i requisiti delle società proponenti quella di possedere adeguata capacità economica e tecnica (non di rado tra chi presenta progetti di costruzione di centrali si celano società improvvisate che puntano solo ad accaparrarsi gli incentivi); di rivedere le tecnologie geotermiche (nel mirino la tecnologia flash).

Infine, la proposta relativa al problema della geotermia in Amiata, presentata dal portavoce di Sos Geotermia, Roberto Barocci. Barocci chiederà al governo una inchiesta parlamentare per stabilire se le emissioni delle centrali geotermiche dell’Amiata sono meritevoli di incentivi pubblici e se è necessaria la dismissione delle cinque centrali oggi in esercizio. Come è noto, da anni i comitati locali, con il sostegno di associazioni nazionali, accusano la Regione Toscana ed Enel Green power di inquinamento ambientale e sanitario, di interferenza tra l’attività geotermica e le falde acquifere, di rischio sismico, inquinamento dell’aria, e di una grave situazione sanitaria documentata anche nello studio epidemiologico commissionato nel 2010 dalla Regione.

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