Il dolore
Cacciatori infuriati con la Regione
Isidori: «Ci hanno chiesto di fare proposte ma avevano già la legge pronta»
GROSSETO. Libera Caccia ci va giù pesante. Per bocca del suo presidente Paolo Isidori attacca la Regione Toscana sulla gestione del problema cinghiali e sulla nuova legge ad hoc. «Ci hanno preso in giro – dice Isidori – Lunedì sera, l’assessore regionale alla caccia ha convocato tutti i capi distretti e i capi caccia della provincia di Grosseto per discutere la bozza della nuova legge regionale. Ci hanno annunciato che avrebbero preso in considerazione le varie proposte presentate, invece avevano già scritto tutta la legge e infatti, puntualmente, martedì mattina, a poche ore di distanza, quel pacchetto di norme è stata presentato e approvato dalla giunta regionale. Io credo – continua – che si potevano risparmiare questo spot elettorale che ha fatto perdere ore di lavoro a qualcuno e ha costretto altri a fare decine di chilometri. Per cosa? L’unica soluzione che hanno trovato è quella di inserire per tutto l’anno la caccia di selezione al cinghiale».
Isidori parla alla pancia dei cacciatori: «Ci vogliono far diventare dei mitteleuropei, se ne fregano di quelle che sono le nostre tradizioni, ma cosa più grave, non tengono conto di ciò che chiedevamo. Vorrei far presente che noi siamo quelli che da sempre cerchiamo di contenere il numero dei cinghiali, mettendo in atto la prevenzione dei danni e aiutando gli agricoltori. Hanno inoltre trovato il modo di mettere i cacciatori gli uni contro gli altri».
Isidori dettaglia un caso concreto: «Ciò che è successo nel sottoambito Gr8 – dice – con le squadre decise a non ritirare i registri per andare a caccia, deve far riflettere».
Libera Caccia non va per il sottile quando si rivolge alla Regione: «Basterebbe un solo anno di “sciopero” da parte nostra e la situazione diventerebbe drammatica per gli agricoltori e per gli automobilisti. I cinghiali, in diverse zone, arriverebbero all’uscio delle case».
E quindi arriva un altro messaggio “politico” alle doppiette: «La Libera Caccia ha sempre cercato di tenersi lontano dalle fazioni politiche – osserva Isidori – ma questa volta non possiamo non invitare i cacciatori a informarsi su chi approverà questa legge in consiglio regionale e di ricordarselo la prossima volta che andranno a votare. È l’ora di mettere alla porta chi, ancora una volta, si è spacciato per amico della caccia solo per prendere voti».
Sulla stessa lunghezza d’onda di Isidori, anche molti cacciatori. Francesco Tenucci, consigliere comunale a Scansano, per esempio: «La caccia al cinghiale è una cosa seria. Per anni hanno dato addosso ai cacciatori descrivendoli come assassini e sanguinari, magari per prendere i voti degli ambientalisti, limitando la caccia in tutti i modi possibili. Ora, all'improvviso, si sono accorti che esiste il problema del sovrannumero dei cinghiali e quindi forse i cacciatori diventano utili. Dobbiamo però cambiare nome e anche metodi: ci chiameranno selecontrollori. Ecco: ci mandino i verdi adesso a fare le catture».
Gabriele Baldanzi
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