Attenzione
«Prioritario prevenire il dissesto»
Carri (Ance): «I lavori più urgenti sono nell’area dell’Orbetellano»
GROSSETO. No, non è possibile vivere con il nodo alla gola ogni volta che piove forte. Ogni volta che l’acqua, tremenda e imbastardita con il fango, inghiotte case, strade, vite. Nel giorno in cui ricorre l’alluvione che nel ’66 portò via una parte della vecchia Grosseto, la città riflette. A partire dai vertici del comparto edile, consapevoli che molti interventi per salvaguardare il territorio devono essere portati avanti e compiuti. Perché ogni giorno che passa è troppo tardi.
«L’azione della nostra associazione, specie nell’ultimo biennio, è stata tutta centrata sull’informare chi di dovere e prevenire il dissesto idrogeologico». A parlare è Mauro Carri, direttore Ance. Ed è proprio l’Ance ad avere un ruolo chiave in quello che può e dev’essere un rilancio delle costruzioni che fa rima con cura ambientale. «La cabina di regia istituita, anche su nostra proposta, dalla presidenza del consiglio ha a disposizione risorse e informazioni importanti per riversare sui territori una programmazione d’interventi». La nostra provincia? «Ha bisogno di lavori in particolare nell’area dell’Orbetellano. Ma non dobbiamo neppure dimenticarci dell’Ombrone e dei suoi affluenti, compresi quelli nel versante senese». Insomma, grazie anche alla capillare campagna informativa messa in piedi da Ance qualcosa s’è mosso. «Ora attendiamo un’adeguata ricaduta sul territorio delle risorse messe a disposizione dal ministero».
Sullo sfondo, un’edilizia in apnea. Il comparto, un tempo trainante nell’economia maremmana, che da anni stenta, con cifre da profondo rosso. In un decennio – ricorda Andrea Tanzini, presidente della consulta edile Toscana sud – abbiamo assistito a una crescita del numero degli edifici, sia residenziali che di altro genere. Una crescita però più bassa della media regionale». Mentre il numero delle famiglie è cresciuto più di quello delle abitazioni. Una tendenza che conferma due necessità: «Dobbiamo riqualificare e ammodernare il patrimonio edilizio. E dobbiamo recuperare nuovi spazi agli usi della comunità».Resta enorme il ritardo infrastrutturale. «Al territorio - prosegue Tanzini - serve il completamento della Due mari, l’elettrificazione della linea ferroviaria nel Senese e il potenziamento dei collegamenti con gli altri snodi regionali, serve la dorsale tirrenica». Molti, dunque, gli interventi da gestire al meglio. Coniugare sviluppo da un lato e attenzione all'ambiente e ai rischi del dissesto idrogeologico dall'altro è possibile. Rimandare lavori cantierabili, così come fatto per decenni, rischia di divenire un errore enorme. Un errore che la Maremma non può permettersi. Perché vivere con il nodo alla gola ogni volta che piove non è possibile.
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