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Grosseto

Il Pd: Santa Fiora merita il riscatto

di Fiora Bonelli
Il Pd: Santa Fiora merita il riscatto

Unione, il partito approva le rivendicazioni avanzate della maggioranza consiliare

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SANTA FIORA. Il Pd di Santa Fiora rivendica un ruolo di primo piano per il proprio comune in seno all’Unione dei comuni amiatini. E lancia una serie di proposte per la montagna. Si continua, insomma, a ragionare sul futuro di un ente che associa otto comuni (dal 1° gennaio diventeranno sette perché Cinigiano ha deciso di uscire).

Santa Fiora sta puntando i piedi partendo dalla richiesta di un’autonomia scolastica. I paesi più grandi non si devono arroccare su prese di posizione, pena l’uscita di Santa Fiora dall’Unione: è la recente linea del gruppo di maggioranza consiliare Progetto Santa Fiora, oggi ribadita dal Pd santafiorese.

Il Pd sottolinea che la forza della montagna sta nell’Unione, ma indica anche alcune criticità: «Il futuro – dicono dal Pd santafiorese guidato dalla segreteria di Monica Fanciulli – deve essere affrontato uniti con la capacità di progettare su una visione complessiva, superando le logiche che sono causa delle difficoltà attuali. L’Unione non si fa stando chiusi “dentro le mura”. La crisi è dovuta dall'incapacità di governare le trasformazioni che in questi anni ci sono state e alla mancanza di una visione per quelle che stanno arrivando. La rivendicazione dell’autonomia scolastica da parte di Santa Fiora è giusta come presupposto di un passaggio organico che rifondi il sistema di collaborazione sull’Amiata».

Il Pd di Santa Fiora enuncia una lista di idee per un salto di qualità: «Elaborare un documento programmatico comune – spiega la segreteria Pd – su viabilità, trasporti, sistema formativo, lavoro e impresa, che sia la base per il governo dell'Unione stessa e nel quale si affermi l’uguale dignità e diritti di ogni singolo Comune, indipendentemente dalla costituzione geografica e dalla potenzialità economica. Avviare un progetto territoriale per l'Amiata che individui i punti-clou su cui orientare congiuntamente le risorse. Individuare quali siano i servizi necessari ai cittadini e le modalità di erogazione per tutto il territorio».

«È tempo che tutti i Comuni siano portatori di una visione di insieme – continua il Pd – senza timore di perdere primati, avendo consapevolezza che la capacità di governo si conquista con le idee e non con le prove di forza. I “campanili” sono una ricchezza, ma nel 2015 i territori non si governano come nel Medioevo e neppure come negli anni Novanta».

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