Il Tirreno

Grosseto

Gazebo fuori norma, stop ai lavori

di Sara Landi

Sopralluogo della Municipale alla struttura in fase di montaggio. Contestate alcune difformità, atti trasmessi alla Procura

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GROSSETO. I lavori per il nuovo gazebo della pizzeria Pappagone fuori Porta Vecchia erano cominciati appena il giorno prima. Ieri mattina il sopralluogo della Municipale di Grosseto che ha riscontrato nella struttura alcune difformità rispetto alle prescrizioni. Gli atti sono stati trasmessi alla Procura che dovrà valutare se si ravvisano gli estremi di reato.

Nel verbale si contesta in particolare che l’altezza minima della struttura supera di 23 centimetri quella massima prevista dal regolamento dei manufatti precari per le tipologie B e C. Risulta anche difforme l’altezza della balaustra vetrata laterale: 1,70 metri anziché 1,60. Al termine del sopralluogo è stato fatto un verbale di identificazione ed elezione di domicilio funzionale alla trasmissione degli atti in Procura che dovrà appunto valutare se sussistono o meno estremi di reato.

Il sopralluogo ha invece appurato che il manufatto corrisponde sia come perimetro sia come ingombro a quanto deciso in sede dell’ultima conferenza dei servizi che ha dato di fatto il via libera al progetto.

La struttura non è stata posta sotto sequestro ma per il momento i lavori si fermano mentre sembra non avere fine l’odissea del gazebo di Pappagone.

Il caso esplode in primavera ma ha origine qualche mese prima quando il Comune di Grosseto comunica ai titolari della pizzeria, la famiglia Adami, che per il rinnovo dell’autorizzazione della pedana, fino a quel momento fatto sempre senza problemi né contestazione alcuna, occorreva il via libera della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Siena e Grosseto. La Soprintendenza giudica incompatibile la struttura a ridosso delle Mura perché ne comprometterebbe la prospettiva e il decoro e ribadisce il proprio no anche di fronte alla prospettiva di eventuali modifiche e migliorie apportate alla struttura dai gestori.

A quel punto scatta il ricorso al Tar con la richiesta di una sospensiva che però non viene concessa. A maggio il sindaco dispone la rimozione immediata della pedana (anche in previsione del passaggio della carovana rosa del Giro d’Italia e in modo da favorire il regolare svolgimento della manifestazione) e inizia un confronto per trovare una soluzione alternativa che tenga insieme il più possibile le ragioni e gli interessi di tutti. In prima battuta si ipotizza di spostare la pedana nell’area del mercato oltre i colonnini. Sarebbe la soluzione più semplice (d’altronde c’è chi ricorda che in passato d’estate i tavolini di Pappagone venivano sistemati proprio lì) ma questo innesca la legittima protesta degli ambulanti che con questo scenario si vedrebbero sottratti diversi posteggi e penalizzati nei loro affari. Alla fine il compromesso trovato è quello di autorizzare la collocazione della struttura di fronte all’ingresso della pizzeria ma sul lato opposto della strada, parallelamente ai colonnini che delimitano la parte di piazza Esperanto dedicata al mercato. Gli Adami sarebbero pronti a far montare il nuovo gazebo già ad agosto ma l’iter procedurale complica ulteriormente le cose. E si arriva così a lunedì quando i lavori finalmente partono. Ma nel giro di meno di 24 ore scatta anche il controllo della Municipale. E lo stop ai lavori.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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