La manifestazione
Una sagra storica rischia di scomparire «Servono volontari»
Sos della Pro loco di Marsiliana per la festa della fragola «La comunità ha perso il suo senso di appartenenza»
MARSILIANA. «Aiutateci a non far morire la sagra della fragola di Marsiliana». L’appello accorato arriva dai ragazzi della Pro loco di Marsiliana, comune di Manciano.
Che la sagra, arrivata alla 41ª edizione, fosse a rischio era già stato da loro annunciato alla popolazione a luglio. Ora però la nuova edizione della sagra potrebbe essere davvero a rischio, anzi: Marsiliana la sagra della fragola potrebbe non averla più. La decisione è stata prospettata nell’ultima riunione che i membri della Pro loco hanno fatto giorni fa convocando la popolazione della frazione; popolazione che però non si è presentata.
I ragazzi del consiglio, tutti fra i 20 e i 35 anni, capiscono come gli abitanti abbiano i loro problemi e magari manchi il tempo per poter andare agli incontri ma chiedono aiuto perché una tradizione di quasi mezzo secolo non scompaia.
Non vogliono soldi ma un aiuto pratico per riuscire a portare avanti una sagra che è fra le più famose della provincia di Grosseto e conosciuta anche oltre i confini della Toscana. Vedere la canonica della chiesa di Marsiliana dove la Pro loco aveva fissato la riunione semideserta ha gettato nello sconforto i ragazzi e li ha fatti riflettere orientando la loro decisione verso conclusioni pessimistiche.
«La nostra richiesta di partecipazione rivolta ai cittadini – spiegano Matteo Babbabini, presidente della Pro loco e gli altri consiglieri - non era rivolta a ottenere un aiuto economico ma a far riaffiorare un sentimento di appartenenza alla nostra comunità che in pochi hanno apprezzato dimostrandoci il loro sostegno».
La sagra della fragola era nata non solo per omaggiare un prodotto che per molto tempo è stato il fiore all’occhiello del territorio ma era nata anche come la festa della patrona della piccola frazione mancianese.
«Anche l’interesse per la festa religiosa è venuto meno – confessa don Stefano Angeloni – facciamo la processione perché è una tradizione ma anche durante la processione sono in pochi a essere presenti. Bisogna ritrovare quel senso di comunità che adesso sembra non esserci più».
I ragazzi sono scoraggiati e non sanno come poter fare ad andare avanti per organizzare la prossima edizione che sarebbe la 42ª. «Una volta i giovani facevano a gara per venire ad aiutare, a servire ai tavoli, a pulire le fragola. Adesso per le fragole li dobbiamo far venire dal Lazio. È come se qualcosa si fosse rotto e la nostra comunità avesse perso quel senso di unità che li faceva collaborare attivamente all’organizzazione».
Il solo pensiero di non poter fare più la kermesse li addolora. Non vogliono essere ricordati come coloro che hanno messo la parola fine alla sagra ma il rischio c’è ed è forte.
L’evento porta nella piccola frazione migliaia di presenze che provengono da tutta la provincia e non solo.
«Non vorremmo che tutto finisse anche per non vanificare l’impegno e il lavoro che altri prima di noi hanno messo».
La Pro loco vorrebbe anche maggior sostegno da parte dell’amministrazione comunale di Manciano, anche qui non in soldi, anche se i contributi economici non farebbero certo male, ma un sostegno, un gesto che non li facesse sentire soli.
«Da parte della nostra amministrazione comunale - dicono dal Comune di Manciano – c’è la massima attenzione e c’è il supporto anche in termini di personale. Non mancherà anche un aiuto dal punto di vista delle agevolazioni tributarie. Perdere la sagra della fragola vorrebbe dire anche il venir meno di ricavi che andrebbero a vantaggio della frazione».
«Se non ci sono ricavi – dicono dal consiglio della Pro loco – non ci sono vantaggi per Marsiliana».
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