Gioco
"In fondo al bosco", il nuovo film di Stefano Lodovichi
Dopo il premiatissimo Aquadro, ecco l’opera seconda del giovane regista grossetano: un noir, nelle sale dal 19
GROSSETO. Si dice spesso che nel mondo del cinema per un regista il passo più difficile è quello dell’opera seconda. Stefano Lodovichi, giovane regista grossetano doc, questo passo lo compie con l’agilità di chi non ha sbagliato il primo colpo. Anzi.
Reduce dal successo di “Aquadro”, il film d’esordio da lui scritto e diretto, a soli due anni di distanza Lodovichi torna nelle sale di tutta Italia con una produzione forte (Sky Cinema) e un prodotto che sa di scommessa: un noir, genere non frequentatissimo dal cinema nazionale e soprattutto assai lontano (almeno in apparenza) dai temi – l’amore degli adolescenti ai tempi del web – affrontati con profondissima leggerezza in Aquadro.
Il nuovo film è “In fondo al bosco”. Distribuito da Notorious Pictures, uscirà nelle sale cinematografiche il 19 novembre ma il trailer è già nel circuito dei coming soon e si può vedere anche su Internet.
Nel cast Filippo Nigro, Camilla Filippi, Teo Achille Caprio, Giovanni Vettorazzo, Stefano Detassis, Maria Vittoria Barella, Roberto Gudese, Luca Filippi e Alessandro Corabi, per una storia che promette emozioni forti.
Ogni 5 dicembre, da sempre, gli abitanti di un piccolo villaggio montano sfilano mascherati da diavoli in un baccanale che dura fino all’alba: la festa dei Krampus. Ma il 5 dicembre del 2010 è ricordato per un evento diverso e terribile: Tommaso Conci, un bambino di 4 anni, scompare nel nulla.
Cominciano le ricerche, si apre un'indagine. Il principale sospettato diventa proprio il padre di Tommaso, un alcolista con precedenti di violenza: il candidato ideale alla gogna mediatica. Non vengono raccolte prove sufficienti a incriminarlo, ma per tutto il paese rimane il colpevole. Solo sua moglie Linda, fragile e sensibile, gli resta accanto.
Cinque anni dopo, un bambino senza nome e documenti viene ritrovato in un cantiere della periferia di Napoli. Il Dna coincide: quel bambino è Tommi. I genitori possono finalmente riabbracciare il loro bambino e il padre liberarsi dalle infamanti accuse. La madre, invece invece, non riesce ad adattarsi, il suo istinto materno le sussurra che quel bambino, silenzioso e inquietante, non è davvero suo figlio. Ma allora perché il Dna è lo stesso? In un crescendo di fatti sempre più inspiegabili, il padre di Tommaso si ritroverà solo contro tutti. Ma la verità che si nasconde dietro al ritorno di Tommi è ancora più spaventosa di quello che tutti possono immaginare...
Nato a Grosseto nel 1983, Stefano Lodovichi si è laureato in metodologie del linguaggio cinematografico a Siena. Tra i suoi lavori il corto “Dueditre”, il documentario breve “Figli di Dio”, parte del film partecipato “Pranzo di Natale”, e il film documentario “Pascoli a Barga”. Aquadro, di cui firma soggetto e sceneggiatura insieme a Davide Orsini ha ottenuto importanti riconoscimenti: premio internazionale per la sceneggiatura Mattador, miglior film al 14º Trani Film Festival e all'Ariano International Film Festival 2013 e miglior film italiano al 12º Riff.
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