La manifestazione
Borghi sbotta sul sondaggio Ipsos
Il vicesindaco irritato per la gestione dei dati: «Fatto gravissimo»
GROSSETO. Il vicesindaco Paolo Borghi, che un mese fa aveva annunciato al Pd e alla città la sua disponibilità a correre per le primarie e per la carica di primo cittadino, ieri è sbottato sul suo profilo Facebook. Uno sfogo sulla fuga di notizie intorno all’ormai famoso sondaggio commissionato a Ipsos. I dati - secondo le indicazioni del regionale - sarebbero dovuti rimanere a disposizione del partito e invece sono stati diffusi nel dettaglio.
«Oggi (ieri – ndr), aprendo il giornale – scrive Borghi, che in serata non ha voluto aggiungere altri commenti – ho letto il sondaggio super segreto del mio partito, il Pd. Non sono in grado di dire se si tratta di un vero o di un falso. Posso dire che se fosse quello vero si tratterebbe di una cosa gravissima, per la quale i responsabili si dovrebbero dimettere. Come in una vera spy-story mi è stata consegnata la copia del sondaggio, non dal mio partito ma da un anonimo benefattore. Auspico che il segretario Parrini prenda provvedimenti». Poi l’hastag #?dilettantiallosbaraglio?
Infine una modifica: il ringraziamento a Marco Simiani per la solidarietà, evidentemente espressa una volta letto il post. Insomma, le tensioni aumentano. La speranza è che possano dissiparsi prima di sabato 7 novembre quando è calendarizzata l’assemblea programmatica per Grosseto città, nella quale il segretario provinciale Marco Simiani incontrerà il segretario comunale Saimo Biliotti e i dirigenti grossetani, di nuovo riuniti. Per questa data – così era stato anticipato una ventina di giorni fa – dovremo conoscere il nuovo scacchiere del Pd e probabilmente anche le effettive disponibilità a correre. Mancano 5 giorni.
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