Il Tirreno

Grosseto

Argentario, la Panoramica rimarrà com’è

di Andrea Capitani

Non c’è nessun progetto per asfaltare il tratto sterrato e chiudere “l’anello”. Cerulli: «Troppo costoso»

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MONTE ARGENTARIO. È la strada più importante dell’Argentario per valore turistico. Parliamo della Panoramica, la via principale per arrivare a tutte le cale del Promontorio, oltre a numerose residenze e ville sparse.

C’è però un tratto della lunghezza di quattro chilometri circa che non è ancora asfaltato. E quindi risulta difficile fare tutto il giro per andare da Porto Santo Stefano a Porto Ercole, proprio a causa di quel “gap” che, per chi non possiede un Suv o una moto da enduro, è di non facile percorrenza. Un gran peccato, insomma. E quindi viene da chiedersi chi è l’ente a cui compete la presa in carico dei lavori di asfaltatura che consentirebbero di chiudere il cerchio.

La strada Panoramica che congiunge Porto Santo Stefano a Porto Ercole non è tutta provinciale, come spesso si è portati a pensare: lo è infatti solo in parte, nei tratti che da Porto Santo Stefano arrivano a località Fondoni e da Porto Ercole fino a prima dell'hotel il Pellicano. Il restante tratto (più o meno quindici chilometri) è in parte di proprietà comunale e in parte privato ad uso pubblico; la maggior parte è già asfaltato, tranne i famosi tre o quattro chilometri in questione: una strada vicinale di proprietà dei frontisti.

Dossi e buche sono ovunque ma la strada dovrà rimanere così per lungo tempo. Non ci sono infatti in programma lavori di asfaltatura né di sistemazione.

«È tutto fermo e non c’è ancora niente di nuovo – sottolinea il sindaco Arturo Cerulli – . Non prevedo a breve novità, anche perché nel piano strutturale c’è l’impossibilità a chiudere l’anello. Bisognerebbe riparlare con la Regione, ma il problema sono anche i chilometri di strada non regolari. Insomma, il costo sarebbe importante, bisognerebbe mettere in sicurezza tutti i tratti non comunali. Al momento, visti i vari patti di stabilità, non abbiamo risorse. Sarebbe bello poterla asfaltare perché è un elemento turistico importante, ma la volontà dell’Amministrazione non basta».

Chi in passato ha provato ad occuparsi della strada, senza però grandi risultati, è l’ex vicepresidente della Provincia Marco Sabatini. «In campagna elettorale per le provinciali del 2009 - dice - promisi di impegnarmi per questa vicenda, nonostante la Provincia con quel pezzo di strada sterrata (non praticabile) non c'entrava nulla. Infatti promossi diversi incontri con il comune e con i proprietari e questi ultimi si resero disponibili a rendere percorribile la strada, seppur mantenendola "bianca". Era un compromesso accettabile che andava incontro anche alle esigenze di sicurezza. Per gli interventi e la gestione del tratto stradale individuammo insieme al comune la costituzione di un “consorzio obbligatorio” tra frontisti e Comune, uno strumento previsto dalla legge di compartecipazione tra frontisti e amministrazioni comunali per affrontare le spese per gestire questi tratti stradali privati ma di interesse pubblico. Purtroppo questo percorso non è stato seguito ed oggi la situazione non è cambiata».

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