Italia
«Pagheranno i cittadini»
Polemica di Borelli sul risarcimento per l’ex Molendi
Torna forte sul dibattito politico la questione Molendi, dopo il ricorso in ottemperanza presentato dalla società Porta al Salnitro, pronta a incassare il risarcimento danni a spese del Comune di Massa Marittima per quel progetto mai realizzato che voleva un parcheggio sotterraneo sotto il duomo. Un risarcimento che si annuncia alquanto salato per le casse pubbliche. E sull’argomento interviene il capogruppo d’opposizione Fiorenzo Borelli, che vuole esaminare punto per punto la situazione, preoccupato che il debito alla fine lo debbano pagare i massetani. «Il valore da risarcire verrà determinato o a seguito di accordo o dal Tar ma comunque non sarà inferiore, presumibilmente, a due milioni di euro» dice l’esponete di Massa Comune. «Il sindaco, nel corso di uno degli ultimi consigli comunali ha dichiarato in tono polemico verso la minoranza che se dovesse intervenire un commissario, questo applicherebbe ai cittadini una tassa di scopo per colmare il debito mentre l’amministrazione non graverà i cittadini di tasse in merito – prosegue - il debito potrà essere pagato solo e soltanto con le risorse delle spese correnti. Dal momento che la matematica non è un’opinione ma una scienza esatta (se uno la conosce), pagare il debito attingendo alle risorse destinate alle spese correnti significa distrarre denaro destinato ai servizi ai cittadini e al tempo stesso tenere le aliquote di tassazione al massimo livello per rimpinguare le casse». Questo è il quadro disegnato da Borelli, a cui sorge un dubbio: «ma qual è la differenza tra applicare una tassa di scopo tenendo le altre tasse all’aliquota massima e non spendere niente in servizi ai cittadini?». Risposta: «nessuna». Secondo il capogruppo Massa Comune, infatti, «è solo un modo di alleggerire le tasche dei cittadini in maniera meno evidente o, meglio ancora, è una maniera per prendere per i fondelli i cittadini». Da qui un’altra domanda: «non sarebbe il caso di applicare il proverbio “chi rompe paga ed i cocci sono suoi”?». Da qui, l’appello alla comunità perché si faccia sentire: «questa volta i massetani devono opporsi duramente».
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