Toscana
Castel del Piano, giallo al lago: sparite otto papere su diciassette
Esemplari adulti, pulcini e pure un cigno non si trovano più. Il sospetto è che finiscano in pentola
CASTEL DEL PIANO. Spariscono le papere dal laghetto dei cigni di Castel del Piano, quattro o cinque solo nell’ultimo periodo. Che fine facciano nessuno lo sa, ma sono in tanti a sospettare che vadano a finire nelle tavole di qualcuno.
[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.11880356:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2015/08/03/news/ferito-il-cigno-superstar-di-castiglione-1.11880356]]
E anche i germani, che con le papere vivono nel laghetto, sono diventati stanziali e non si allontano mai dalla sede, ultimamente si sono innervositi e c’è chi li vede gironzolare nella zona di Campogrande o addirittura nella strada vecchia di Montegiovi. Sono in molti ad essere convinti che qualcuno li prenda e poi magari li lasci andare per divertirsi.
Una strana storia, di cui sanno tutto le persone che tutti i giorni passano al laghetto anche solo per passeggiare e soprattutto hanno il polso certo della situazione, i residenti lì nei pressi. Sono loro a tenere il conto.
All’inizio della stagione nel parco c’erano 17 fra oche, germani e un cigno. Poco più di un mese fa il cigno è sparito fra la delusione generale e l’allarme immediato di un signore. Dell’animale nessuna traccia.
Poi è stata la volta di tre paperotti che erano appena nati e già seguivano la mamma sguazzando nell’acqua. Dalla mattina alla sera sono scomparsi. Una signora che il giorno seguente li voleva fotografare se ne è tornata a casa con un palmo di naso: i paperotti non c’erano più.
Si è verificato anche il caso di un germano salvato da un operaio del Comune che gli ha tolto un amo dalla gola, segno che qualcuno va al lago e lancia il filo delle canne da pesca.
Da alcuni giorni, a conti fatti, mancano all’appello altre cinque papere.
«In primavera – spiega una signora – si picchiano e si uccidono da soli, ma restano lì. Non si muovono mai».
Invece qualcosa di inusitato sta succedendo. Perché, alla fine, a nuotare nell’acqua della pozza del parco dei cigni, sono rimasti dodici fra anatre e germani. Ultimamente, fa notare la stessa signora, è stata aggiunta una nana muta.
Un bel rompicapo, insomma, degno dell’incastro giallistico dei dieci piccoli indiani di Agatha Christie. Ma si è dato anche il caso che un germano reale, di quelli del laghetto, sia stato visto nel piazzale davanti al dancing Kronos, nella zona di Campogrande, a poca distanza dal laghetto. «Ma quei germani non si sono mai mossi dal loro sito – commenta una signora – sono anni che abitano lì e dunque viene da pensare che qualcuno ce lo abbia portato per puro divertimento».
Alfredo Pii, il signore che l’ha intercettato nel piazzale, così racconta: «L’ho visto da lontano mentre stavo facendo una passeggiata e mi sono meravigliato che fosse in un luogo dove proprio non c’entrava per nulla. Ho cercato di afferrarlo, ma lui non si è fatto prendere. Volevo riportarlo nel laghetto. Allora sono andato di corsa ad avvisare le guardie municipali. Ma era domenica e le guardie non c’erano. Anche il Comune era chiuso e dunque non c’era lì attorno alcun operaio comunale a cui mi sarei potuto rivolgere. Ho addirittura avvertito il giornalaio che ha il chiosco davanti al Comune, che se avesse visto qualche dipendente, gli dicesse che c’era un germano in giro nel piazzale del Kronos. A questo proposito vorrei dire che la domenica e i festivi sarebbe necessario che il Comune lasciasse un numero telefonico a cui rivolgersi in caso di urgenze».
Intanto un altro germano è stato avvistato in località terre gialle, sotto Montegiovi e tutti si chiedono perché animali che sono da anni e anni stanziali nel laghetto improvvisamente impazziscano e si allontanino. E quel che è peggio, scompaiano.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
