Il Tirreno

Grosseto

Bonifazi promosso ma c’è voglia di novità

di Enrico Pizzi
I cartelloni elettorali del 2006, inizio del Decennio Bonifazi
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I cartelloni elettorali del 2006, inizio del Decennio Bonifazi

Grosseto, il Pd presenta i risultati del sondaggio elettorale in città

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GROSSETO. L’amministrazione comunale uscente è promossa dal 57 per cento del campione di cittadini intervistati, ma allo stesso tempo quasi il 70 per cento chiede un radicale cambiamento nel modo di amministrare la città. Sono le indicazioni che arrivano al Pd dal sondaggio commissionato alla società Ipsos e realizzato, a ottobre, attraverso interviste telefoniche, su un campione stratificato e casuale dei circa 69.000 elettori del comune di Grosseto.

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In tutto hanno risposto alle interviste 718 cittadini. Il segretario provinciale Marco Simiani e il segretario dell'unione comunale Saimo Biliotti hanno presentato i dati del sondaggio che il Pd ha deciso di rendere pubblici, quelli che non hanno a che fare con i nomi dei possibili candidati.

Oltre a una promozione a pieni voti dell'operato dell'amministrazione e del sindaco – i due dati sostanzialmente coincidono – il sondaggio mostra un giudizio generale sulla qualità della vita a Grosseto: il 79% del campione oscilla tra positivo e molto positivo, ed è un’opinione sostenuta anche dal risultato relativo alla percezione dei principali problemi di Grosseto. Ci si sarebbe aspettati ai primi posti immigrazione o sicurezza, invece la prima questione che i grossetani pongono è quella dell’occupazione e del lavoro, con il 67% delle preferenze e subito sotto, distaccato, c’è il tema della manutenzione delle strade (28%), seguito dai temi di economia, sviluppo e competitività che preoccupano il 18% del campione.

«Il 67% delle persone ritiene che il problema principale sia il lavoro e l’occupazione – sottolinea Simiani – mentre l’immigrazione preoccupa solo il 5% dei grossetani e la sicurezza solo il 9%, mentre in Italia i dati sono notevolmente più alti. Significa che questa amministrazione ha lavorato bene su fronti come il sociale, la cultura, la scuola».

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Insomma, in tempi di vacche magre, si è scelto di privilegiare quei settori che garantiscono la coesione sociale della città: il segretario del Pd plaude e sottolinea che anche per le buche nelle strade dovranno essere trovate le risorse.

In ogni caso, il Pd è pronto a cogliere la sfida del rinnovamento che viene richiesto dal sondaggio. «Ci chiedono di cambiare il modo di governare – dice – e lo faremo, perché abbiamo uomini e donne capaci di farlo».

Ma come arrivare a scegliere il candidato giusto? «Se si potrà fare sintesi anche con gli alleati e arrivare a fine novembre con un nome unico – aggiunge il segretario provinciale del Pd – lo faremo, altrimenti non abbiamo alcun problema a confrontarci con lo strumento delle primarie. Grosseto è “contendibile”, ma a differenza di altri che non hanno passato, noi abbiamo un’esperienza positiva e sono convinto che oggi siamo molto più avanti degli altri».

Il segretario dell’Unione comunale Saimo Biliotti mette in evidenza un altro aspetto del sondaggio:quello che mostra un sentimento di speranza per l’uscita dalla crisi.

«Il compito che abbiamo – dice – è costruire un progetto che colga questo sentimento e lo traduca in proposta politica che favorisca occupazione e sviluppo economico».

Soddisfatto è il sindaco Emilio Bonifazi per i giudizi sulla sua amministrazione. «Sono orgoglioso – dice – perché mi piace finire con la coscienza a posto. Si chiude un ciclo, i problemi ci sono, occorre migliorare il nostro modo di aggredirli e di affrontarli, ma l’amministrazione ha avuto impegno, costanza e serietà in un momento molto difficile».

Un guizzo è quello che serve, secondo il capogruppo del Pd in Regione, Leonardo Marras. «La città è stata amministrata bene – dice – rispetto alla crisi si intravedono segnali positivi, ma non basta, serve uno scatto di reni per essere più dentro le dinamiche produttive. Questa aspettativa può essere soddisfatta solo da chi ha capacità di governo – conclude – come dimostra il cambiamento che stiamo facendo ovunque, a partire dal Paese».

 

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