Attenzione
Altri due riconoscimenti per i racconti di Giulia
ARCIDOSSO. Pioggia di premi per l’arcidossina Giulia Malinverno Riccieri, che da qualche tempo si cimenta con racconti e letteratura, ottenendo prestigiosi riconoscimenti, fra cui spiccano due...
ARCIDOSSO. Pioggia di premi per l’arcidossina Giulia Malinverno Riccieri, che da qualche tempo si cimenta con racconti e letteratura, ottenendo prestigiosi riconoscimenti, fra cui spiccano due recenti premiazioni in contemporanea.
La prima è arrivata a Portovenere (La Spezia) con il racconto “Camicie rosse”, che è ispirato alle reali vicende dei giovani garibaldini arcidossini. Due suoi trisavoli, Geppe Tassi e Candido Gori, presero entrambi parte alla decisiva campagna di Bezzecca al tempo della Terza guerra d’indipendenza, e l’anno dopo a campagne minori nell’Agro Romano.
Il racconto è inserito nella raccolta “Monti di ieri, monti di oggi”, fresca di riconoscimento al Concorso letterario a Ostana.
L’altra premiazione è arrivata al concorso Emozioni di donna a Gravellona Toce, in Piemonte, con il racconto “Io dormivo”.
«Scrivere di se stessi è la sfida più difficile – spiega Giulia – Lo si può fare quando si è sereni e si riesce a guardare al proprio vissuto con un certo distacco. Finché le emozioni sono calde, la scrittura è carica e può mettere ansia o risultare stucchevole».
Giulia è particolarmente attaccata a “Io dormivo”, dove racconta la perdita di un figlio che doveva nascere.
«Ricordo – rammenta la scrittrice – che ci stavo anche fino alle cinque di notte, e forse anche di più, e a forza di rivivere, ricordare, scandagliare le emozioni, il tempo è passato, lentamente, ma è passato. Certo, il percorso è stato lungo: credo che dover rinunciare a un figlio molto desiderato sia una delle sofferenze più gravi per una donna. Per molto tempo non sono riuscita a parlarne, ma se oggi ne parlo e ne scrivo serenamente e con trasparenza, è perché infine sono riuscita a controllare una certa parte del mio vissuto. Il dolore non si supera, mai ma s’impara a conviverci».
Il racconto “Io dormivo” è stato scritto sette anni dopo la vicenda cui si riferisce «e questo – dice Giulia Malinverno – mi ha dato la possibilità di guardarmi meglio dentro».
(f.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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