Il Tirreno

Grosseto

Muore a 19 anni schiacciato dal trattore

di Francesca Gori
Muore a 19 anni schiacciato dal trattore

Era rimasto da solo nel podere, lo hanno trovato gli operai il mattino dopo. La rabbia della Cgil: «Interventi urgenti»

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CIVITELLA PAGANICO. Constantin aveva solo 19 anni e si era lasciato alle spalle la Romania, il suo paese d’origine, per lavorare in Italia. Era il custode di un terreno che si trova a pochi chilometri da Civitella Paganico, alle Corbaie, sulla via che porta a Roccastrada. Viveva lì, da solo. Si prendeva cura di quella proprietà che non era la sua, una proprietà che si raggiunge solo dopo aver percorso 300 metri di sterrato dalla strada principale.

Un posto isolato. Difficile da scegliere come casa a soli 19 anni. Ma Constantin era un lavoratore affidabile e serio nonostante la sua età. Così scrupoloso da essere diventato l’ennesima croce bianca che costella l’orribile lista dei morti sul lavoro: è stato trovato morto ieri mattina, alle sette, quando gli operai si sono presentati nel podere per raccogliere le olive. E l’incidente, quel trattore che si è ribaltato in un fossetto schiacciandolo sul terreno del quale si prendeva cura, sarebbe successo nel tardo pomeriggio di giovedì, quando gli operai erano già andati via.

Sono stati loro a dare l’allarme e in pochi minuti al podere di Casetta Marsili dove il giovane lavorava sono arrivati i tecnici della Prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro dell’Asl, il personale del 118, i vigili del fuoco e i carabinieri. Per Constantin Litia non c’era più nulla da fare e ieri, all’obitorio del Misereicordia, sul cadavere è stata fatta soltanto l’ispezione esterna. È morto schiacciato dal trattore.

Il ragazzo giovedì sera è salito sul mezzo agricolo per sistemare alcune cose. Un eccesso di scrupolo, forse, il suo. I colleghi dell’azienda di Roccastrada che stava lavorando alla raccolta delle olive erano già tornati a casa. Lui è salito sul trattore e probabilmente non si è reso conto che le gomme stavano finendo in una fossetta completamente ricoperta di sterpaglie. Il terreno infatti, non è nemmeno troppo scosceso. Ma il trattore si è ribaltato schiacciandolo.

Il ragazzo sarebbe morto sul colpo ma il suo corpo è stato ritrovato soltanto la mattina successiva, quando i dipendenti dell’azienda di Roccastrada sono arrivati al podere e hanno visto il trattore rovesciato. Per lunghissimi minuti hanno sperato di vederlo arrivare e scoprire, così, che il mezzo agricolo era finito nel fosso ma che Constantin si era salvato la vita. Lo hanno chiamato, ma lui non poteva rispondere. Era lì sotto tutto quell’ammasso di ferro e gomma.

«Lavorava con noi da poco più di un mese - dice Carlo Vedele, il proprietario dell’azienda agricola - ed era un ragazzo bravissimo. Siamo disperati, è un incidente assurdo. Un incidente come ne sono successi tanti, troppi, negli ultimi mesi in Maremma.

I vigili del fuoco hanno aiutato i soccorritori a tirare fuori il corpo il ragazzo, poi sono arrivati i carabinieri e i tecnici della prevenzione dell’Asl per i rilievi. Il corpo di Constantin Litia è stato portato all’obitorio e ora sarà restituito alla famiglia, che è rimasta in Romania.

«Il tributo di sangue del mondo del lavoro è un dato di fatto - dice Claudio Renzetti, segretario della Cgil - e anche senza soffermarsi sul singolo incidente appare chiaro che con la crisi la sicurezza è tornata a essere considerata un lusso che non ci si può più permettere. Se nonostante tutto quel che si è fatto infortuni e lutti non si fermano, è segno che non si è fatto abbastanza e che nessuno di noi può mettersi la coscienza in pace».

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