Gioco
In tantissimi per dire addio a Donata
Una folla commossa al funerale dell’anziana trovata morta in casa
GROSSETO. Di giorni di dolore se ne sono succeduti tanti, da sabato scorso ad oggi. E ieri, i familiari di Donata Muccio si sono ritrovati tutti dietro al feretro alla chiesa del cimitero di Sterpeto, dove l’ottantacinquenne è stata sepolta.
A celebrare la messa c’era il parroco di istia d’Ombrone, e dietro quella bara bianca sulla quale erano stati adagiati fiori colorati, c’era la figlia Maria Di Gioia. La figlia che ha trovato sua madre morta sul pavimento della cucina dell’appartamento di via Sauro 100, sabato scorso. La stessa che insieme al fratello Giuseppe ha dato l’allarme e che poi ha seguito i poliziotti in questura.
È stata lei a chiamare il fratello, preoccupata perché la madre non rispondeva al telefono. Ed è stata lei, insieme al fratello, a entrare nella sua casa e vedere con i propri occhi che l’appartamento era a soqquadro. Giuseppe, suo fratello, è nel carcere di Grosseto con l’accusa di omicidio. Ieri avrebbe voluto essere anche lui dietro al feretro della madre. E lo avrebbero voluto anche i suoi familiari che dal giorno del fermo e del suo trasferimento al carcere di via Saffi, si sono stretti attorno a Giuseppe.
Intanto gli avvocati Alessia Ceraolo e Sabrina Pollini hanno depositato l’istanza di scarcerazione al tribunale della Libertà. Secondo i difensori del quarantasettenne non ci sarebbero né il pericolo di fuga e nemmeno quello dell’inquinamento probatorio contestato dalla Procura e accolto dal giudice per le indagini preliminari Marco Bilisari che ha convalidato il fermo dell’uomo.
I giudici fiorentini hanno dieci giorni di tempo per decidere se Di Gioia potrà uscire dal carcere o dovrà restare ancora in via Saffi. (f.g.)
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