Toscana
Condomìni e tubi rotti Stop alle bollette salate
Grosseto, il Fiora è pronto a cambiare il regolamento su richiesta di Federconsumatori Criteri più equi per ripartire le spese dei consumi in caso di perdite nascoste
GROSSETO. Vivi in un condominio e ti è arrivata una brutta sorpresa dall’Acquedotto del Fiora? D’ora in poi non accadrà più: o meglio, avrai la certezza di pagare “il giusto”. Parliamo dei casi in cui ai condòmini arrivino bollette salate frutto non tanto dei consumi effettivi quanto delle cosiddette perdite occulte, cioè provocate dalla rottura di tubi che non si vedono in superficie. Ebbene, Federconsumatori, associazione che tutela i diritti del cittadino, ha trovato un accordo con l’Acquedotto del Fiora. La buona notizia riguarda tutti coloro che vivono in un condominio e le imprese medio-piccole raggruppate in consorzi – nel settore agricolo, per esempio – quindi una platea decisamente amplia. Federconsumatori ha bussato alla porta del Fiora dopo aver raccolto, per diversi mesi, segnalazioni e proteste di cittadini che chiedevano criteri più equi in base ai quali saldare il conto con la spa.
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La norma da cambiare. A suo tempo l’Acquedotto del Fiora aveva stabilito nel proprio regolamento come si devono ripartire i consumi nel caso delle cosiddette utenze “raggruppate” (articolo 29 del Regolamento), ovvero quando c’è un contatore generale, unico, da cui parte una serie di contatori di utenti singoli. È il caso dei condomìni, è il caso dei consorzi di medie-piccole imprese. Il Fiora stabilisce che nel caso in cui ci sia una discrepanza tra i consumi che “segna” il contatore generale e la somma dei consumi che indicano i contatori singoli, la differenza deve essere ripartita tra gli utenti in quote di uguale entità. Ad esempio: se il contatore del condominio segna 100 metri cubi di consumo di acqua e la somma dei consumi dei contatori degli appartamenti è pari a 50 metri cubi, la quota mancante – 50 mc che si è dispersa per una perdita tra il contatore generale e il singolo – deve essere ripartita in parti uguali tra i condòmini.
Le proteste. Questo criterio non è mai andato giù a molti cittadini residenti in condominio che si sono trovati a fare i conti con bollette astronomiche frutto di perdite occulte. La lamentela tipica è: perché io, proprietario di un appartamento da 50 mq, devo pagare quanto il mio vicino che ha una casa di 150 mq? Oppure: perché io, che utilizzo l’appartamentino che mi ha lasciato la nonna per sei settimane all’anno, devo pagare quanto la famiglia che vive lì 12 mesi ? O ancora, io che ho una ditta di imballaggi e il mio contatore è “consorziato” perché devo spendere quanto la lavanderia industriale che spreca molta più acqua? Federconsumatori ha dunque raccolto le segnalazioni dei cittadini e ha posto il problema al Fiora. Dopo mesi di incontri, spunta un’ipotesi per rendere più equo il criterio con cui pagare.
La soluzione. «L’Acquedotto del Fiora ci ha prospettato una soluzione – descrive Marco Borgognoni, avvocato, legale di Federconsumatori – La società sarebbe disponibile a emettere una bolletta separata intestata ad un soggetto giuridico, vale a dire l’amministratore di un condominio o il presidente di un consorzio, oltre ovviamente alla fattura per singola utenza; costoro dovranno però farne esplicita richiesta». A questo punto l’assemblea dei condòmini o il consiglio del consorzio avranno mano libera per stabilire criteri più equi per la ripartizione di quella quota di spesa che deriva dalle discrepanze tra contatore unico e contatori singoli: ad esempio «una ripartizione degli importi su base millesimale – valuta Borgognoni – anziché in quote tutte uguali».
A regime. Da chiarire rimangono alcuni aspetti: ad esempio, l’amministratore del condominio potrà richiedere la fatturazione separata da un certo periodo e “per sempre” – come buona abitudine per evitare brutte sorprese e per verificare sempre che non ci siano discrepanze tra contatore unico e somma dei contatori raggruppati – oppure solo relativamente a certi periodi durante i quali si ipotizza esserci stata una perdita occulta? «Questi sono tutti aspetti che dovremo appurare con il Fiora – precisa l’avvocato di Federconsumatori – Adesso vorremmo prima verificare se questa soluzione prospettata dal Fiora soddisfa le richieste degli utenti, vorremmo insomma un loro riscontro».
Qui info. Per questo Federconsumatori (0564-45.92.25) invita i cittadini che hanno “subìto” bollette pazze per perdite occulte di farsi vivi con l’associazione per valutare insieme se la soluzione proposta dal Fiora può fare davvero al caso loro.
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