La protesta
Barista muore a 24 anni, la Procura apre un'inchiesta
Grosseto, Elena Sgaragli si è sentita male ma la corsa all'ospedale è stata inutile. Tifosa del Milan era molto conosciuta in città anche per il locale che aveva aperto. Il dolore degli amici su Facebook
GROSSETO. Gli amici, il calcio, il Milan, il suo sorriso felice, le istantanee di una vita spensierata postate sui social. Poi un malessere, il ricovero urgente a Grosseto, la corsa disperata con l’elisoccorso Pegaso a Siena e di lì a poco la morte. Una tragedia assurda si è consumata nel giro di pochissimo - un giorno e mezzo circa - lasciando tutti sbigottiti e pietrificati.
UN'INFEZIONE CHE NON HA LASCIATO SCAMPO
Elena Sgaragli, giovanissima barista grossetana, si è spenta a 24 anni in ospedale dopo essere stata ricoverata d’urgenza, forse per un’infezione che non le ha lasciato scampo. Si è sentita male lunedì sera e quando ha varcato le soglie dell’ospedale la situazione era già gravissima, tanto da indurre i medici a un trasferimento alle Scotte, dove tutto è stato inutile. Giovedì 29 la notizia della morte è corsa rapidissima per la città: in molti sono sotto choc.
BARISTA, CON LA PASSIONE PER LO SPORT
Alta, bionda, longilinea, carattere sereno e solare, Elena amava la vita, lo sport: era una supertifosa milanista, assidua e attaccata al lavoro. Classe 1991, era nata a Grosseto dove aveva sempre vissuto. Abitava a Barbanella con la mamma e la sorella alle quali era legatissima. E proprio nel quartiere natìo aveva frequentato le Elementari e le medie. Alle superiori aveva studiato all’istituto Grafico e dopo la scuola aveva avviato il suo piccolo bar in centro, al numero 43 di via Trento. Un’attività tutta sua e che funzionava a pieno regime. Il locale era molto frequentato dai clienti anche grazie al suo sorriso coinvolgente e aperto e alle sue capacità empatiche di tessere relazioni umane. Dal giorno in cui si è sentita male, sul vetro del locale è affisso un cartello: “Chiuso per motivi familiari. Ci scusiamo per il disagio...”. Nessuno poteva intuire una tragedia simile.
LA PROCURA INDAGA
È ancora presto per stabilire cosa sia successo. La Procura di Grosseto ha aperto un’inchiesta e in queste ore è stata disposta l’autopsia. Elena Sgaragli si è sentita male lunedì sera accusando un malessere con dolori di varia natura e si è recata al pronto soccorso dell’ospedale Misericordia di Grosseto in condizioni molto critiche. Dalle prime visite e dai primi accertamenti sarebbe emerso subito un quadro clinico di estrema gravità. La ragazza è stata perciò ricoverata, tenuta in Osservazione, sottoposta a tutti gli esami e trattamenti sanitari del caso e curata in raccordo con la Neurochirurgia del Policlinico Le Scotte di Siena dov'è stata inviata con l’elisoccorso Pegaso quando il quadro si è evoluto in maniera ancor più grave. A Siena le speranze sono crollate e la giovane è morta. Ieri il suo bar di via Trento era diventato la mèta di un sofferto pellegrinaggio di amici e clienti increduli, che saputa la notizia hanno provato a verificarne la consistenza sperando che non fosse vera. Hanno trovato la porta sbarrata. E per quanto lapidario, il cartello ha fugato via ogni speranza. “Chiuso per motivi famiiliari...”.
IL MILAN E IL DOLORE DEGLI AMICI
Anche su Facebook il profilo di Elena si è subito riempito di commenti disperati, partiti dalla Maremma e saliti a nord, fino a Milano dove la giovane aveva coltivato un amore viscerale per la sua squadra del cuore. Risale al 4 aprile una delle più belle trasferte sportive: in Sicilia per vedere Palermo-Milan, eccola tutta sorridente allo stadio Renzo Barbera a scattarsi selfie accanto ad amici fraterni. «Quante trasferte insieme - la ricorda Mirko - Ore su ore e chilometri su chilometri tra pullmini, pullman macchine e treni, sempre con gioia e allegria. Ora questa trasferta la dovrai affrontare da sola: quando arrivi colora il paradiso di rossonero». «Vola in alto, diavoletto rossonero», dice Christopher.
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