Il Tirreno

Grosseto

Calciatore muore a 35 anni, Albinia piange il suo bomber

di Paolo Mastracca
Flavio Gagliardini in una foto da Facebook
◗
Flavio Gagliardini in una foto da Facebook

L’attaccante è morto a Civitavecchia colpito da infarto. Nel 2013 accusò un malore in campo. Gli amici sotto choc

3 MINUTI DI LETTURA





ALBINIA. Martedì sera è morto a Civitavecchia colpito da un infarto mentre si stava allenando Flavio Gagliardini, attaccante di 35 anni conosciuto anche in Maremma avendo militato per due stagioni con l’Albinia nel campionato di Eccellenza.

La notizia è arrivata come un pugno nello stomaco lasciando sgomenti e increduli. Gagliardini fu ingaggiato per la prima volta dall’Albinia a dicembre 2010, giocò 15 partite realizzando 7 reti. In quel girone di ritorno lasciò un ricordo così bello che nel dicembre successivo la società rossoblù lo richiamò e lui disputò 12 partite segnando 6 gol. Numeri significativi che certificano la qualità dell’attaccante, ma il valore aggiunto erano le qualità umane come testimoniano tutti coloro che lo hanno conosciuto e apprezzato.

A portarlo in Maremma fu la famiglia Vaselli che in quelle stagioni gestiva l’unione sportiva Albinia. Luca Vaselli ricorda che andò insieme a suo padre Carlo a prendere la lista ad Anzio dove Gagliardini aveva disputato il campionato di serie D: «Fu una scelta indovinatissima – ricorda Luca Vaselli – Flavio era un attaccante fortissimo ma soprattutto un bravissimo ragazzo. Seppe dare un contributo importante alla nostra squadra, si integrò benissimo nel gruppo con il suo carattere sempre corretto e pacato. Sia io che mio padre Carlo siamo vicini alla sua famiglia, peraltro si era sposato da poco più di un mese e queste sono tragedie immense».

Nel 2013 fu organizzata una partita del cuore allo stadio Combi di Albinia allo scopo di raccogliere fondi da devolvere a favore della popolazione colpita dall’alluvione. In quell’occasione Gagliardini accusò un malore, si riprese e fece tutti gli accertamenti medici senza che venne riscontrata alcuna anomalia. Affranto dalla notizia anche l’allenatore del San Donato Michele Cinelli, suo compagno di squadra nell’Albinia: «Avevo sentito Flavio al telefono la mattina, gli avevo chiesto informazioni su alcuni giocatori e scherzando ma non troppo gli avevo fatto la proposta di venire a giocare a San Donato. Conservo nel mio cuore il ricordo di un ragazzo bravissimo e di un grande giocatore».

Il suo allenatore all’Albinia era Franco Cameli attuale ds della formazione rossoblù: «Gli avevo telefonato in giornata ed era felicissimo perché aveva segnato due gol. Flavio era uno di quei giocatori che vorresti sempre avere in squadra e stavo facendo un pensierino per proporgli di tornare a dicembre con noi. Di fronte a simili tragedie si resta senza parole».

Anche l’allenatore dell’Orbetello Diego Di Chiara lo conosceva bene: «Se ne vanno sempre quelli troppo buoni. Conoscevo Flavio fin da bambino, eravamo in squadra insieme nella formazione giovanissimi del Casalotti che vinse il titolo regionale e si impose nella fase nazionale vincendo in finale contro il Corsico, compagine della Lombardia. In squadra con noi c’era l’attuale capitano dell’Udinese Maurizio Domizzi, eravamo fortissimi e Gagliardini era un attaccante di valore che avrebbe meritato una carriera ancora più importante». Tutti vogliono andare a dare l’ultimo saluto a Flavio Gagliardini.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web