Gioco
Arriva dalla Svizzera il segno di speranza alle vestaglie azzurre
Appare concreta l’offerta di un imprenditore per la società Nella busta anche un assegno: ora decide il ministero
GROSSETO. «È fatta». Il sindaco Emilio Bonifazi si è lasciato prendere dall’entusiasmo, ieri, nello studio del notaio romano dove sono state aperte le buste con le offerte per rilevare la Mabro. E anche le vestaglie azzurre sono uscite dall’apnea nella quale erano piombate dopo la richiesta di ammissione alla Prodi bis e dopo la chiusura dello stabilimento. Qualcuno si è fatto avanti e ieri il commissario Paolo Coscione ha finalmente aperto le buste nelle quali era contenuto parte del destino delle vestaglie azzurre. Tre le offerte ricevute alla scadenza del bando: una e-mail con manifestazione di interesse da parte di un’azienda cinese, una richiesta di trattativa privata e, la seconda, quella che conteneva anche un assegno da tremila euro.
Che ci fosse l’interesse di un gruppo cinese per il lavoro delle donne della Mabro è stato detto più volte nelle ultime settimane. L’imprenditore cone gli occhi a mandorla però si è presentato al commissario solo con una e-mail nella quale è stato chiesto di poter vedere l’azienda e portare avanti un trattativa privata.
Anche la seconda offerta è stata presentata nell’ottica di andare a una trattativa privata. Ma soprattutto, la seconda offerta sembrava essere più rivolta al capannone che alla società.
L’esclamazione del sindaco è arrivata quando è stata aperta la seconda busta: l’offerta arriverebbe da una società svizzera che aveva già cercato di acquisire un’azienda di abbigliamento in Toscana.
È qui che c’era quell’assegno da tremila euro allegato. L’imprenditore che sarebbe alla guida di questa nuova avventura avrebbe chiesto anche un incontro con le istituzioni, a Grosseto, per vedere un terreno sul quale costruire la nuova fabbrica. In quella proposta, quindi, non ci sarebbe spazio per il capannone di via Senese che è tornato proprio ora all’asta.
«Siamo fiduciose - dice Nadia Perino, rsu - perché questo è l’obiettivo che ci eravamo posti da quando abbiamo cominciato a chiedere l’ammissione alla Prodi bis. È presto per festeggiare ma le cose stanno andando nella giusta direzione».
Ora toccherà al commissario Coscione, in accordo con il ministero dello Sviluppo economico, scegliere l’offerta più vantaggiosa per i dipendenti. E l’imprenditore che arriva da appena fuori i confini italiani specializzato in nanostrutture e polimeri è q uello che per ora dà più fiducia ai rappresentanti dei lavoratori che ieri erano a Roma nello studio del notaio per vedere con i loro occhi chi avrebbe potuto disegnare il loro futuro.
Nessun nome, per ora. Il commissario Coscione dovrà sottoporre le offerte al ministero. ma i tempi non saranno lunghi. In quaranta giorni al massimo l’affare si potrebbe davvero fare. E finalmente il cancello della Mabro potrà tonare ad aprirsi.
In un’altra zona della città, forse. Ma con le vestaglie azzurre pronte a far ripartire le macchine da cucire.
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