Gioco
Il Tar condanna lo Stato a pagare Vince la società dell’ippodromo
Il Ministero delle politiche agricole deve versare nelle casse della Follonica corse cavalli 850.000 euro Ha trenta giorni di tempo per effettuare il bonifico: a vigilare sarà il Prefetto di Firenze
FOLLONICA. Il Tar obbliga il ministero delle politiche agricole a liquidare la Follonica Corse e Cavalli: la somma del contributo dovuto ammonta a più di 850.000 euro.
Lo Stato non salda i suoi debiti e il tribunale amministrativo lo intima a pagare quanto deve alla società che gestisce l'ippodromo dei Pini di Follonica. Già a maggio del 2014 il tribunale di Firenze aveva dato ragione alla Follonica Corse e Cavalli che, nonostante le richieste, non era ancora riuscita ad avere il contributo statale che spetta agli impianti sportivi dove corrono i cavalli: fino a qualche anno fa era l'Unire, Unione nazionale per l'incremento delle razze equine, ad occuparsi dei pagamenti nei confronti degli ippodromi italiani, poi l'ente è stato soppresso e i suoi compiti sono stati assunti dall'Assi, Agenzia dello sviluppo per il settore ippico. La crisi dell'ippica ha fatto chiudere definitivamente l'agenzia e le mansioni sono state trasferite direttamente al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali: proprio all'ente ministeriale il tribunale nel maggio del 2014 aveva intimato di versare alla Follonica Corse e Cavalli la somma di 851.830,15 euro, oltre agli interessi e alle spese di procedimento.
Il decreto del Tar è diventato esecutivo nell'ottobre dello stesso anno, mese in cui è stato notificato al Ministero. La società però non ha avuto notizie dallo Stato: nessun versamento del contributo e quindi mancata ottemperanza della decisione dei giudici fiorentini.
Per questo la Follonica Corse e Cavalli è tornata un'altra volta in aula facendo presente che nonostante siano abbondantemente scaduti i termini il contributo non è mai stato saldato. Per resistere al ricorso si è costituito in giudizio il Ministero intimato, che ha depositato solo una memoria formale, senza sostanzialmente contestare le affermazioni della Fcc; i giudici hanno dato ragione alla società.
«Il ricorso per l’ottemperanza deve essere accolto e deve essere dichiarato l’obbligo del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali di corrispondere alla società ricorrente quanto stabilito dal tribunale di Firenze con il decreto ingiuntivo del 29-30 maggio 2014 – si legge nella sentenza - Al predetto Ministero va assegnato il termine di giorni 30 dalla comunicazione della presente sentenza per provvedere alla corrispondenza alla società delle somme stabilite. Al tempo stesso, il collegio nomina il prefetto di Firenze (o un funzionario da lui delegato) affinché, ove l'indicato termine di 30 giorni decorra infruttuosamente, provveda a tutti gli adempimenti per l'ottemperanza alla decisione nel successivo termine di 60 giorni».
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