Italia
Al Centro di Barbanella la solitudine va via
Lilli, Elvira (che presto sarà ospite anche lei di “Storie Vere” su Rai 1) e gli altri diciassette. Sono gli ospiti del centro sociale anziani di Barbanella. Qui hanno trovato una seconda casa:...
Lilli, Elvira (che presto sarà ospite anche lei di “Storie Vere” su Rai 1) e gli altri diciassette. Sono gli ospiti del centro sociale anziani di Barbanella. Qui hanno trovato una seconda casa: migliore della prima perché non è vuota. Sono in tutto 19 i protagonisti del progetto “Non più soli” nato nel 2010 con un finanziamento provinciale, oggi sostenuto dal Coeso con circa 20.000 euro annui.
«Lilli è una di quegli ospiti che non vorrebbe mai andare a casa – racconta Rosario Renzi (nella foto), presidente del Centro – ma è normale che sia così: a casa è sola». Ogni ospite è un individuo per i volontari del Centro. «Ciascuno ha il suo carattere – descrive Renzi – Lilli è sempre fuori a fumare e poi le piace ballare, ascolta la mazurka, i valzer... Elvira? Elvira io la chiamo “Il Cinghiale” perché quando si muove ha la leggerezza di un elefante in un negozio di cristalli, ma Elvira è unica, è straordinaria».
I diciannove anziani che sono stati coinvolti nel progetto “Non più soli” sono impegnati al Centro tre volte la settimana: lunedì, mercoledì, venerdì. C’è un pulmino da nove posti, guidato da un autista-volontario, che li va a prendere a casa. «Qualche anno fa bastava un solo giro – descrive Renzi – ora ne facciamo due. Quando il progetto partì, gli ospiti erano quattro/cinque, poi nove, ora sono diciannove». E a pranzo diventano una quarantina, perché a loro si aggiunge una ventina di “giovanotti e signorine” che arrivano da Gorarella. Due settimane al mese, infatti, gli anziani mangiano insieme. Ed è tutto sulle spalle di un cuoco, volontario, e di altri due suoi aiutanti. Insomma, per farli stare bene si fanno i salti mortali. «Posso solo dirvi – accenna il presidente del Centro – che ci sono anziani che appena giunti qui spendevano 100-120 euro di psicofarmaci ed oggi ne spendono una trentina». Non c’è solitudine al Centro. «Noi facciamo di tutto per incentivare la loro autonomia – dice Renzi – invogliandoli ad andare a fare la spesa insieme, a telefonarsi, a contattarsi». E quando c’è bisogno di prenotare una visita medica o di fare qualche documento i volontari del Centro ci sono. Certo, si fa tutto con la gestione del buon padre di famiglia e solo per i pranzi quest’anno si potrebbe sforare di qualche migliaia di euro il budget solito: il messaggio al Coeso lo abbiamo inviato. Del resto, a quanto pare, sono soldi (pubblici) spesi bene. (g.m.)
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