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Il Pd spiega il suo sondaggio al vicesindaco-candidato

Il Pd spiega il suo sondaggio al vicesindaco-candidato

GROSSETO. Borghi c’è, ma non deve sgomitare. Il suo nome è popolare ma il sondaggio dice che lo è meno di quel che lui e il partito pensavano. È arrivato terzo dopo Bramerini e Marras. Dunque? Che...

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GROSSETO. Borghi c’è, ma non deve sgomitare. Il suo nome è popolare ma il sondaggio dice che lo è meno di quel che lui e il partito pensavano. È arrivato terzo dopo Bramerini e Marras. Dunque? Che stia «bòno» fino a quando il Pd non avrà deciso chi correrà come candidato sindaco. L’autocandidatura di Borghi è apprezzata ma non è detto che sarà quella che il Pd accetterà. Se scontro ci dovesse essere le vittime sarebbero su troppi fronti. Meglio non esacerbare gli animi.

Insomma, poche ma sentite cose nell’incontro di ieri a Firenze con il segretario regionale Dario Parrini. Un passaggio considerato importante, perché _ per la prima volta _ davanti al segretario regionale del Pd si sono seduti insieme Marco Simiani e il vicesindaco di Grosseto Paolo Borghi. Si è parlato dell’esito del sondaggio, dei suoi effetti, del percorso pre-elettorale. Parrini vuole intestarsi la scelta del candidato per evitare la faida. Il suo obiettivo è una figura di sinistra in grado di creare grattacapi ai 5 stelle. Borghi non ha tutte queste caratteristiche.

Sull’incontro Simiani e Borghi tacciono. Già da venerdì, però, dopo l’ennesima comunicazione di indisponibilità di Anna Rita Bramerini, lo scenario in città si era un po’ modificato a favore di Borghi, risalito in un immaginario borsino, dopo il ribadito forfait della Bramerini. L’alternativa a Borghi _ stando al sondaggio _ resta a questo punto Leonardo Marras, che però sia per la Maremma che per il partito è utile a Firenze. Alcuni tra coloro che nelle ultime settimane hanno mostrato perplessità (a volte addirittura ostilità) verso la “promozione naturale” del vicesindaco adesso sembrano ripensarci e tornare sui propri passi. L’obiettivo è lo stesso di un mese fa: trovare l’unità su un nome, quell’unità richiesta proprio da Firenze. Se il Pd grossetano la cercherà su Paolo Borghi o su altri si capirà nei prossimi 30 giorni. Poi ci saranno comunque le primarie di coalizione, a inizio 2016.

Questa, a meno di clamorose sorprese, è la road map per Grosseto. Sulla graticola, al momento, non c’è solo Borghi. Parrini sta valutando anche il lavoro delle segreterie provinciale e comunale. La situazione di stallo che si è creata, il fatto che metà dei candidati inseriti nel sondaggio si sia tirata indietro, dimostra che non ci sono assi nella manica di Biliotti e Simiani e che la voglia di cambiamento avvertita e richiesta dai grossetani intervistati andrà in qualche modo interpretata con gli attori già presenti sul palcoscenico. A questo punto diventa interessante anche il passaggio delle primarie di coalizione, quando il candidato Pd andrà a confrontarsi con quello degli alleati e con qualche outsider della società civile. Borghi ha dato da subito la propria disponibilità a confrontarsi con qualsiasi platea: iscritti, simpatizzanti di partito, coalizione allargata ad aggregazioni civiche.

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