Il Tirreno

Grosseto

L’incredulità di Albinia «Un carattere non facile»

di Ivana Agostini
L’incredulità di Albinia «Un carattere non facile»

Da tre anni si era trasferito con la moglie e la figlia in paese, lavora in una cantina Spesso su Facebook aveva scritto post che raccontavano la sua disperazione

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ALBINIA. Ad Albinia il paese dove Giuseppe Di Gioia abita da circa tre anni c'è sconcerto per quello che è successo. L'uomo è conosciuto così come lo è la moglie, Roberta Boni, e la notizia che l'uomo sia nel carcere di via Saffi a Grosseto sospettato della morte dell'anziana madre ha lasciato gli abitanti della cittadina senza parole.

I nodi saranno sciolti dall’autopsia ma solo il pensiero del fatto rende gli albiniesi increduli. Di Gioia si era trasferito nella frazione del comune di Orbetello, in un palazzo di via Paolieri, tre anni fa. Prima con la moglie e la figlia che adesso ha 14 anni viveva in un podere al confine fra i comuni di Orbetello e Manciano dove abita anche il fratello della moglie di Di Gioia.

Il quarantottenne attualmente lavora in una cantina nella zona della Carige, nel comune di Capalbio. Circa due anni fa il sospettato aveva lavorato allo stabilimento della Conserve Italia di Albinia. Aveva fatto la stagione dei pomodori, poi era stato riconfermato fino a fine anno. Una volta conclusa l'esperienza nello stabilimento della Conserve Italia aveva trovato lavoro in un vivaio al confine fra Magliano in Toscana e Orbetello.

Ad Albinia si stenta a credere che sull'uomo ci siano sospetti tanto gravi. Le persone non hanno molta voglia di parlare. Commentare un simile fatto in una comunità piccola come Albinia non è certo facile. Alcuni non credono che possa aver compiuto un gesto tanto terribile come uccidere la madre.

L'uomo, a quanto raccontano, non avrebbe un carattere facile. In alcuni momenti era stato visto spesso nervoso ma nessuno sapeva, forse nemmeno la moglie, il motivo del suo stato d'animo e di tanto nervosismo. Forse Di Gioia era finito in qualcosa più grande di lui dal quale non riusciva più a venire fuori. Anche sul suo profilo Facebook spesso comparivano dei post in cui l'uomo metteva nero su bianco tutto il suo malessere con pensieri che facevano credere che volesse farla finita. Sul suo profilo a volte gli amici del social dicono di aver letto che non poteva andare avanti così, come fosse stanco della vita. Nessuno però sapeva bene a cosa si riferisse Di Gioia. Il sospetto che il fratello possa aver compiuto un gesto tanto terribile ha gettato nello sconforto non solo la moglie dell'uomo che si è sempre fidata e gli aveva affidato ogni cosa ma anche la sorella Maria. Sconvolto anche l'altro fratello arrivato nella serata di sabato a Grosseto da Roma.

Una vicenda a cui la piccola comunità di Albinia non riesce a dare un senso e per questo aspetta ansiosa i risvolti delle indagini delle autorità.

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