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Benvenuti nel borgo dove le case costano quanto un caffè - Mappa
A Montieri, in provincia di Grosseto, moltissime abitazioni sono vecchie e abbandonate. Il sindaco lancia l’idea: comprarle a 1 euro per ristrutturarle
MONTIERI. Quassù nei borghi una casa può costare quanto un caffè: un euro. Dai semplici magazzini a intere palazzine di due piane, a Montieri tutto può essere venduto a un prezzo simbolico di pochi spicci.
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Dov’è la convenienza, vi chiederete? Semplice: nel fatto che questi immobili sono completamente abbandonati a loro stessi. Alcuni stanno già franando, altri verranno giù tra un po’ di tempo se qualcuno non interviene con lavori di messa in sicurezza. E qui sta il punto: i proprietari non hanno alcuna intenzione di spendere fior di quattrini per rimettere in sesto queste case, ereditate magari dai nonni e mai utilizzate. Mai. «Se non lo fanno loro deve farlo il Comune, sia per il decoro che per la sicurezza pubblica, impegnando risorse dei cittadini che poi dovremmo andare a richiedere ai titolari - spiega il sindaco Nicola Verruzzi – Ma non è per niente semplice, perché magari vivono in altre regioni».
L’amministrazione potrebbe imporre questi lavori ai proprietari con un’ordinanza, ma «non siamo sceriffi» continua Verruzzi. Da qui l’idea di approvare un regolamento che permetta di vendere questi immobili a cifra simboliche, con il Comune pronto a farsi garante della compravendita. Può sembrare una provocazione, ma è qualcosa di più. «È l’ultimo avviso ai proprietari – precisa il sindaco – Se non faranno i lavori e non si avvarranno di questo documento scatteranno le ordinanze».
Basta farsi un giro nel borgo o nelle frazioni per capire di cosa parla Verruzzi. La prima tappa conviene farla a Boccheggiano, dove nel cuore del centro storico una palazzina sta crollando. I residenti hanno scritto una lettera in municipio per denunciare il pericolo. Per ora l’immobile è tenuto su da un cantiere fatto aprire dal Comune, costretto a intervenire per la sicurezza di tutti, ma queste spese dovrebbero sostenerle i titolari.
Sapete quanti sono i proprietari di questa palazzina? Ottanta. Nessuno residente nella zona; anzi, la maggior parte vivono lontano dalla Toscana. «Trovarli tutti e costringerli a pagare è un lavoro difficilissimo, che costa tempo ed energie» spiega il sindaco. E se questo è l’esempio più lampante, molti altri piccoli casi li troviamo nelle viuzze di tutti i paesini montierini. Dati precisi non ci sono, ma dal municipio assicurano che nel 10% delle case del comune non viene mai nessuno.
MAPPA Dove si trova Montieri
Questi infatti non sono appartamenti per le vacanze: potrebbero ma chi li possiede non intende utilizzarli. Sono eredità passate di generazione in generazione: la vecchia casa del nonno prima che questo si trasferisse altrove per costruirsi una nuova vita con la sua famiglia, presa in mano oggi dai nipoti senza sapere di cosa farsene. Persone che magari a Montieri non c’hanno mai messo piede. «Il nostro obiettivo è legato al decoro e alla sicurezza» continua Verruzzi. Se i proprietari non le usano, del resto, figuriamoci se ci vogliono spendere soldi. Il risultato sono immobili decadenti, magari in centro storico, da cui cadono tegole e intonaco al primo temporale. «Da qui nasce il nostro regolamento, che mira a far risparmiare i titolari nel sbarazzarsi della casa». Pur non vivendovi, infatti, occorre pagare le tasse sui questi appartamenti, come i rifiuti e l’Imu; in più, prima o poi, dei lavori di messa in sicurezza dovranno essere fatti. E quelle sì saranno cifre da capogiro. «Noi non possiamo andare a cercare gente in tutta Italia - spiega Verruzzi – Invece, se c’è qualche acquirente pronto ad accollarsi le spese di ristrutturazione e manutenzione il Comune si fa garante di una trattativa a prezzi simbolici». Un metodo già visto in Italia, ad esempio in Sicilia e sempre per lo stesso motivo, ma mai in Toscana. Una soluzione pratica per liberarsi di un rudere ritenuto inutile e risparmiare diversi soldi.
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