Il Tirreno

Grosseto

l’indagine

I poliziotti potranno continuare a lavorare

I poliziotti potranno continuare a lavorare

GROSSETO. L a Procura aveva chiesto che i quattro poliziotti indagati per truffa e il medico che aveva seguito le loro pratiche fossero allontanati, nei due casi più gravi, per un anno dal servizio....

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. L a Procura aveva chiesto che i quattro poliziotti indagati per truffa e il medico che aveva seguito le loro pratiche fossero allontanati, nei due casi più gravi, per un anno dal servizio. Il giudice Marco Bilisari ieri mattina ha sciolto la riserva: i gravi indizi di colpevolezza sussisterebbero, per quattro casi su cinque. Ma la richiesta del pubblico ministero Salvatore Ferraro è stata respinta. I quattro poliziotti e l’ortopedico potranno continuare a lavorare, in attesa che si apra il processo.

I quattro poliziotti erano rimasti coinvolti in un incidente stradale nel giugno dell’anno scorso. Incidente al quale era seguito un periodo di malattia, durante il quale però, secondo l’indagine della guardia di finanza, avrebbero continuato a svolgere attività incompatibili con lo stato di salute riportato nei certificati medici.

Il giudice per le indagini preliminari Marco Bilisari ha esaminato le memorie presentate dai difensori (gli avvocati Carlo Valle per il medico e per un agente, Valle e Domenico Finamore per un secondo agente, Riccardo Lottini ed Elena Antonetti per gli altri poliziotti).

Nemmeno gli interrogatori ai quali sono stati sottoposti i quattro poliziotti e il medico, durati più di sei ore, hanno sciolto tutti i dubbi del gip. Ma la richiesta di sospendere dal servizio gli agenti e il medico è stata rigettata.

Erano stati loro, qualche giorno fa, a dare spiegazioni sul proprio stato di salute e a garantire che le visite mediche e i relativi certificati sono autentici: nessun falso. Tutti si erano recati all'ambulatorio del medico, che esercita fuori Grosseto, e hanno dato anche indicazioni il più possibile precise (l'incidente risale al giugno dell'anno scorso) su giorni e orari. Tutti hanno fatto presente che le attività svolte, e contestate dalla Procura, sono compatibili comunque con lo stato della convalescenza: ad esempio le battute di caccia al cinghiale contestate a uno degli agenti sono state non più di quattro e tutte collocate necessariamente verso la fine del periodo di malattia, visto che le battute al cinghiale iniziano il 1° novembre. Inoltre, si tratta di un'attività di attesa e non di movimento, è stato fatto notare. Anche le partitelle di calcio disputate che la Procura ritiene sospette si collocano alla fine del periodo di malattia: e sarebbero state comunque poche, avrebbero visto in campo giocatori di età ben maggiore e dunque con grado di agonismo bassissimo. Impossibile poi, sempre secondo indagati e difensori, affermare che il frequentare locali pubblici sia incompatibile con la convalescenza.

Contestazioni a parte, comunque, tutti potranno continuare a lavorare fino al processo. (f.g.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web