Toscana
Centrodestra: «Stavolta democratici a casa»
Ancora da stabilire il nome del candidato, ma la strategia è chiara: puntare tutto sulle civiche
GROSSETO. «Stavolta il Pd va a casa. E una grossa mano arriverà dalle civiche». Questo quel che vanno ripetendo autorevoli esponenti del centrodestra grossetano. Da settimane. Tanto che la corsa a scegliere il candidato ideale è ormai passata in secondo piano. Luci accese sul programma, «pochi punti, solidi e concreti», dicono. Fondamentale l’apporto delle civiche.
È un lavoro certosino quello che anima l’alternativa a M5s e Pd. Nulla vuole essere lasciato al caso. D’altra parte, l’occasione è troppo ghiotta per venire sprecata. Nessuno si sbilancia sui papabili. «Dovremo scegliere il miglior candidato da offrire ai grossetani» si limitano a dire tutti. «Ma prima vengono le idee».
Largo dunque al tema della sicurezza, con la microcriminalità in ascesa. Ma anche il sociale, con sempre più famiglie grossetane in difficoltà. E il sostegno al turismo, alla micro economia, all’artigianato, al piccolo commercio.
Sui nomi c’è chi parla di Antonfrancesco Vivarelli Colonna, ma il presidente della Confagricoltura è impegnato su più fronti professionali e difficilmente deciderà di fare il grande salto. Rimane in congelatore Fausto Turbanti, il leader civico che potrebbe riscuotere consenso oltre ai partiti tradizionali. C’è anche Claudio Pacella, il numero uno della civica Lolini sindaco. Ma non sarà una corsa a tre: tutt’altro.
Il lavoro di fino per trovare il miglior volto è ancora in essere. Tanto che i primi giorni di novembre porteranno in dote un’altra riunione tra le forze del centrodestra.
La certezza resta lo straordinario ruolo delle civiche. Saranno, con ogni probabilità, riunite in un unico soggetto legato al sindaco. Una lista destinata ad acciuffare un enorme bacino di voti: nel 2011 la civica dell’allora candidato Mario Lolini strappò un mirabolante 10 per cento.
Se anche a questo giro il nuovo candidato a sindaco dovesse restare su quelle cifre, il centrodestra metterebbe una grossa ipoteca sul municipio.
Lo sanno bene Riccardo Megale, Andrea Ulmi e Claudio Pacella. I tre, oltre a Mario Lolini (passato alla Lega nord di Salvini), sbarcati in Comune proprio grazie alla performance della civica. E infatti sono loro tra i principali attori di un centrodestra che può riscoprirsi di governo. Una coalizione a trazione Lega (dopo l’esorbitante risultato delle Regionali), ma anche e soprattutto a trazione popolare.
Maurizio Bernardini
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