Il Tirreno

Grosseto

Scorta di salumi e formaggi pagati con assegni scoperti

di Francesca Gori
Scorta di salumi e formaggi pagati con assegni scoperti

Un uomo di 76 anni si spacciava per il titolare di un ristorante di Montepescali Truffati quattro famosi imprenditori che producono specialità artigianali

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GAVORRANO. Tra Roccastrada, Campagnatico, Grosseto e Follonica di chiodi ne ha lasciati più di uno. Ma per portare a termine le sue truffe, pagando con assegni che poi risultavano scoperti, aveva scelto un settore ben preciso e vittime conosciutissime in tutta la provincia proprio per la loro professione e professionalità. Per questo il giudice per l’udienza preliminare Sergio Compagnucci ha rinviato a giudizio Giuseppe Franchi, 76 anni di Bagno di Gavorrano per il reato di truffa, appunto.

L’uomo, nel giro di tre mesi infatti, era riuscito a farsi consegnare salumi e carni spacciandosi per il titolare di un ristorante da diverse aziende del territorio.

Il primo ad essere stato vsiitato, ormai nel novembre di cinque anni fa, è stato Fabio Guerrini, della Montalcino salumi di Campagnatico. Franchi (difeso dall’avvocato Luciano Picchi di Livorno), si sarebbe presentato come il titolare di un ristorante di Montepescali. Il locale esiste, i documenti sembravano tutti in ordine e le richieste dell’uomo non erano certo strampalate per chi di mestiere produce salumi e altri prodotti alimentari. Dal primo produttore il settantaseienne si sarebbe fatto consegnare merce per 1.436, 15 euro. Stesso copione alla Ranieri di Follonica, dove gli acquisti sono stati fatti in due volte. Gerardo Ranieri infatti, avrebbe consegnato all’uomo merce per 693,26 euro e per 473, 53 euro, per un totale di 1.166,79 euro. E anche in questo caso gli assegni delle Poste utilizzati per il pagamento, una volta portati in banca per essere incassati, erano privi di copertura.

Da Bagno di Gavorrano, dove il settantaseienne vive, ha preso l’auto per andare a far visita anche alla Subissati salumi di Roccastrada. E anche qui non ha fatto altro che chiedere una fornitura per il suo ristorante, che suo non era, per 678,84 euro.

Oltre che del reato di truffa però, Franchi dovrà difendersi anche dall’accusa di ricettazione. Ad alcuni grossisti e commercianti, anziché consegnare assegni che non avevano copertura, come quelli emessi dal conto corrente delle Poste risultato poi vuoto, avrebbe consegnato anche dei titoli che erano stati denunciati come smarriti. Giuseppe Franchi quindi, dovrà presentarsi davanti al tribunale, in composizione collegiale, il 13 gennaio del prossimo anno alle 9.

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