Il Tirreno

Grosseto

«Macché espulsione Matteo Della Negra è stato allontanato»

di Enrico Pizzi

Giacomo Gori, consigliere del M5s, dà la sua versione dei fatti «Abbiamo votato. E tra l’altro io e altri tre eravamo contrari»

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GROSSETO. «Abbiamo votato e, tra l’altro, io e insieme ad altri tre attivisti ho votato contro l’allontanamento di Matteo Della Negra dal gruppo degli attivisti del Movimento 5 Stelle di Grosseto».

Giacomo Gori, ospite nella puntata di Pagina 9 andata in onda ieri sera su Tv9, ha dato la sua lettura della recente vicenda che ha visto la prima “espulsione” di un esponente del Movimento 5 Stelle, peraltro di spicco visto che è stato tra i fondatori ed è stato anche candidato alle Europee.

Gori, innanzitutto, rifiuta il termine espulsione, o epurazione. «Quello di Matteo – dice – è stato un allontanamento» e la differenza pare non essere di poco conto. Della Negra infatti non è stato espulso dal Movimento 5 Stelle, «nessuno di noi – dice – ha il potere di espellere qualcuno dal movimento». L’allontanamento riguarda, dunque, solo la partecipazione alla struttura organizzativa che il Movimento 5 Stelle si è dato a Grosseto. Sulle ragioni Gori non entra più di tanto. Semplicemente spiega che i dissidi con Della Negra andavano avanti da un anno e che ogni tentativo di ricomporre la frattura era naufragato.

«Ho votato contro – spiega Gori – perché continuo a pensare che si potesse risolvere la questione diversamente, ma il mio voto vale uno, come quello degli altri, e la maggioranza ha deciso così». Per capire le dinamiche del M5s, però, occorre capirne anche l’organizzazione a livello locale.

Fermo restando che per far parte del M5s è sufficiente iscriversi al portale nazionale, dal 2011, quando Giacomo Gori è stato eletto in consiglio comunale, si è presentata la necessità – dice Gori – di darsi un’organizzazione, a Grosseto, che consentisse di stare dietro alle attività amministrative perché il modello delle assemblee, che pure non è stato ripudiato, non bastava. Così sono stati creati i laboratori del fare, che sono tematici e che nascono e muoiono con la questioni che affrontano e la loro risoluzione. I laboratori sono aperti a tutti, anche a chi non fa parte del M5s, ed è dai laboratori che sono nate numerosi atti che Gori, da portavoce, ha portato in consiglio comunale.

Poi, per un’organizzazione più capillare ed efficiente, sono stati istituiti quattro gruppi stabili, anche questi aperti, uno dedicato proprio al consiglio comunale, gli altri che si occupano dell’organizzazione di eventi, della comunicazione e della stampa. Ed è questa la struttura portante del movimento a Grosseto, una struttura formata da una cinquantina di persone che si riunisce e decide le linee politiche a partire da come votare su ogni delibera in consiglio comunale, anche se per le delibere che sono in linea con il programma del movimento, Gori ha la possibilità di votare senza consultare gli attivisti. Per questioni più complesse si torna a chiamare in causa l'assemblea costituita, formalmente, da un migliaio di persone che nel corso degli anni si sono avvicinate al M5s.

In realtà l'assemblea finisce per riunire – ammette Gori, con un po’ di amarezza – poco più della cinquantina di attivisti. E sono sempre loro che decideranno su candidature e programma per le amministrative 2016. Per la candidatura a sindaco Gori non fa mistero di essersi messo a disposizione, su richiesta del movimento, e ormai manca solo l’ufficializzazione, anche se gli attivisti potrebbero sempre decidere diversamente. Per quanto riguarda il programma sono iniziati gli incontri in cui si definiranno innanzitutto il metodo e poi i contenuti. Per il consiglio comunale sul sito Internet del M5s di Grosseto è ancora aperta la possibilità delle autocandidature. In lista finirà una maggioranza di attivisti e una minoranza di autocandidati, selezionati comunque attraverso un metodo oggettivo, quasi matematico: una matrice attraverso la quale valutare le caratteristiche dei possibili candidati.

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