Toscana
«Pensavamo di fare del bene a Follonica, ora siamo rovinati»
«Pochi hanno diritto di entrare in quegli alloggi più di me», rivendica con orgoglio e voce ferma Arturo Galli, 70 anni, di Montopoli Valdarno, presidente del consiglio di amministrazione di...
«Pochi hanno diritto di entrare in quegli alloggi più di me», rivendica con orgoglio e voce ferma Arturo Galli, 70 anni, di Montopoli Valdarno, presidente del consiglio di amministrazione di Follonica Corse Cavalli. Imputato davanti al Tribunale, parla con una dichiarazione spontanea in cui ripercorre la sua "carriera" all'interno della società, da semplice socio del 1999-2000 fino alla posizione apicale («controvoglia, me lo chiesero i soci perché la società aveva bisogno di una mano: ma l'ho fatto»). E una cosa tiene a ribadirla: «Per me la vendita si poteva fare. Era l'uso, casomai, a essere vincolato. Ma sulla vendita ero convinto che si potesse fare. Mi avevano confortato il parere dell'avvocato Tamburro e quello del notaio Graziosi».
Quella dell'ippodromo fu ed è un'avventura imprenditoriale impegnativa: «Quaranta milioni di euro. Ma abbiamo rispettato tutti gli impegni con gli istituti di credito. Tanti soci si sono ritirati nel frattempo, siamo rimasti 3-4, vittime del sistema...»
Galli ha spiegato che, avendo una certa età, aveva investito su un alloggio a Follonica con l'idea di trasferirsi in un'area di mare dal clima più salubre e più adatto a lui. E sull'opera precisa: «Pensavamo di fare del bene all'Italia e a Follonica costruendo il più bell'impianto d'Europa: ora siamo rovinati...» (p.s.)
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