Il Tirreno

Grosseto

Inceneritore, a Firenze non passa la mozione M5S

di Alfredo Faetti
Inceneritore, a Firenze non passa la mozione M5S

Nonostante il nulla osta all’impianto, i grillini tentano di contestare l’autorizzazione ma in consiglio regionale il loro documento non passa

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SCARLINO. La mozione è comunque tornata in aula, nonostante il parere positivo sia già stato dato e le autorizzazioni già state inviate a società e istituzioni. È un passaggio (definitivo) ma che non ha evitato di tornare a discutere dell’inceneritore di Scarlino in Regione, che è stato portato di nuovo al centro dell’attenzione dai consiglieri regionali del Movimento Cinque Stelle; i grillini erano convinti che queste autorizzazioni non erano da rilasciare, visto che la conferenza dei servizi non aveva tutta la documentazione necessaria.

Illustrando la mozione, il capogruppo pentastellato Giacomo Giannarelli ha spiegato che la legge fa riferimento all’obbligo di presentare la relazione di riferimento, cioè il quadro conoscitivo dell’inquinamento della falda acquifera e del suolo dell’area interessata per capire l’incidenza dell’inquinamento provocato.

«A Scarlino la relazione di riferimento manca – ha detto Giannarelli – dunque chiediamo il rispetto della legge e che la proposta sia bocciata se non viene rispettato l’obbligo».

La mozione è stata votata da tutte le forze politiche in consiglio, tranne che dalla maggioranza di Enrico Rossi –la stessa che ha concesso appunto le autorizzazioni – e in questo modo il documento dei Cinque Stelle è stato bocciato.

«È pura follia pensare che un’autorità tecnica pubblica sia sottoposta alla volontà del Consiglio regionale» ha detto il capogruppo Pd Leonardo Marras, definendo la mozione «non pertinente, anzi impertinente. Si deve invece fare un lavoro serio – sostiene il numero uno del Pd in consiglio regionale – nella pianificazione, e senza pensare che ci sia domani la soluzione per tutto».

Ma che cos’è che chiedeva la mozione pentastellata? Impegnava la Giunta regionale a rigettare «la proposta di accoglimento avanzata dalla Conferenza dei servizi, relativamente all’installazione del termovalorizzatore e impianto di trattamenti rifiuti liquidi nel comune di Scarlino per mancanza di un quadro di riferimento ambientale in grado di adempiere a quanto indicato dalla normativa in materia». La mozione è in ogni caso arrivata troppo tardi in Consiglio per la discussione, visto che la Giunta ha già provveduto a dare il suo benestare per le autorizzazioni.

Le opposizioni nell’assise regionale non la pensano come il capogruppo Pd Marras, soprattutto se nella pianificazione viene ricompreso l’inceneritore del Casone. Vediamo.

Roberto Salvini, Lega Nord, ha sottolineato che Scarlino è un impianto vecchio e che bisogna porsi il problema di come inserire nuove tecnologie per abbattere i fumi. Stesso parere del suo collega di partito Claudio Borghi, che annunciando voto favorevole alla mozione, ha voluto sottolineare come sia stato inopportuno inserire un inceneritore in un’area sensibile come quella della costa e dell’area attorno a Scarlino. «Noi voteremo a favore della mozione – ha detto anche Tommaso Fattori, capogruppo di Sì-Toscana a Sinistra – perché vogliamo utilizzare tutti i mezzi per arrivare alla chiusura dell’inceneritore di Scarlino. L’impianto sorge in una zona fortemente inquinata, ma dove si registra la peggiore percentuale toscana di raccolta differenziata. Il nostro obiettivo è arrivare a rifiuti zero, mentre l’impianto di Scarlino risponde alla filosofia opposta».

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