Il Tirreno

Grosseto

Assolto dall’accusa di aver sequestrato il proprietario in bagno

Fabio Barbieri è stato assolto dall’accusa di sequestro di persona del padrone di casa della sua convivente, nel bagno dell’abitazione concessa in locazione a quest’ultimo. Il fatto non sussiste ha...

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Fabio Barbieri è stato assolto dall’accusa di sequestro di persona del padrone di casa della sua convivente, nel bagno dell’abitazione concessa in locazione a quest’ultimo. Il fatto non sussiste ha deciso il giudice Puliatti per l’uomo, 34 anni, abitante a Scarlino, che è stato però condannato a 7 mesi per la seconda imputazione, lesioni lievi (l’accusa iniziale era di lesioni gravi). Il pm onorario Elena Bartalini aveva chiesto la condanna anche per il sequestro di persona. Una conclusione contestata a fondo dal difensore, Diego Innocenti, che adesso attende il deposito delle motivazioni - non prima di due mesi - per presentare appello.

I fatti risalivano al 26 novembre 2011 e devono essere inquadrati nelle lamentele che la locataria aveva più volte indirizzato al proprietario dell’appartamento, un uomo oggi 78enne abitante a Fucecchio. Tutto era nato in occasione di un sopralluogo di quest’ultimo a causa di una perdita di acqua per la quale era stata interessata anche la polizia municipale. Barbieri e la sua convivente, che non era imputata, avevano rinnovato quel giorno le proteste per alcuni lavori che ritenevano di competenza del proprietario. La discussione si era spostata nel bagno dell’appartamento interessato ed è qui che sarebbe avvenuto il sequestro di persona contestato dall’accusa : ma secondo la difesa si sarebbe trattato di un episodio della durata di pochissimi secondi, tale da non integrare la configurazione di un reato del genere, e non di dieci minuti come denunciato dal proprietario. Divergenze profonde anche sulle lesioni riportate dall’anziano padrone di casa: questi aveva spiegato di essere stato spinto lungo le scale e, certificati alla mano, di essere stato refertato con una prognosi di 45 giorni. Ma la difesa ha fatto notare che quando il giorno successivo l’uomo era andato al pronto soccorso la gravità non era di quella portata e che la frattura evidenziata era emersa solo dieci giorni più tardi, in occasione di un secondo accesso del padrone di casa alla struttura ospedaliera. Secondo l’avvocato Innocenti, non è possibile stabilire una conseguenza diretta tra il presunto spintone e le conseguenze cliniche. (p.s.)

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