La protesta
«Sos laguna, la Regione dia risposte concrete»
ORBETELLO. «Dare risposte concrete per far superare il momento difficile alla cooperativa dei Pescatori e risollevare un territorio che ha risentito del disastro della laguna di Orbetello». È quanto...
ORBETELLO. «Dare risposte concrete per far superare il momento difficile alla cooperativa dei Pescatori e risollevare un territorio che ha risentito del disastro della laguna di Orbetello». È quanto chiesto alla Commissione Ambiente della Regione Toscana che ieri si è riunita nella sala consiliare del Comune di Orbetello dopo un sopralluogo agli impianti di Ansedonia.
Stefano Baccelli (Pd), presidente della Commissione, ha sottolineato la necessità di «chiarire le competenze, definire le priorità per la gestione ordinaria e straordinaria della laguna di Orbetello». La Commissione ha ascoltato le voci degli imprenditori coinvolti nel disastro, dai Pescatori alle imprese di acquacoltura alle associazioni. Uno dei problemi emersi è relativo alla smaltimento dei pesci morti. «Dopo tre mesi la ditta Calussi - fa presente Fabio Capitani della Cna – non ha ancora avuto il pagamento delle fatture relative allo smaltimento. Anzi, non sa neppure a chi intestarle». Un problema che può sembrare marginale ma che non lo è dato che si parla di oltre 50.000 euro non riscossi. La Calussi ha scritto ai Pescatori, al Comune e alla Regione perché sia fatta chiarezza sul soggetto che dovrà pagare dato che si è agito in regime emergenziale. Della situazione, Giovanni Donzelli (Fdi) chiesto che venga investito il presidente della giunta regionale. «Essere qui è la conferma di quanto sia fondamentale toccare con mano le situazioni» dice Francesco Gazzetti (Pd). «La laguna sta provando a resistere – dice Donzelli - Non credo troppo alla casualità o alla calamità naturale. Qui ci sono gravi errori umani». «Manca un piano di gestione dell’ordinario e dello straordinario. È come se ci si muovesse un po’ a vista - dice il vicepresidente della commissione Giacomo Giannarelli (M5S) - Dovremo lavorare perché una situazione simile non accada più». «Tutto è successo fra le 4 e le 5 di mattina – dice Pier Luigi Piro, presidente dei Pescatori - Abbiamo recuperato 126 tonnellate di pesce, tutte a mano, circoscrivendo l’area con reti e lavorando per tre giorni e tre notti». Massimo Guerrieri presidente Cirspe spiega che «la differenza di temperatura tra l’acqua del mare e la laguna era di circa due gradi. Anche se fossimo riusciti a fare un ricambio completo, l’avremmo innalzata di un grado». Tommaso Fattori di Si Toscana: «Dobbiamo attrezzarci, non solo con un piano di emergenze ma anche con sistemi per gestire la normalità in modo diverso e più efficace nell’interesse dell’ecosistema, dei pescatori e del turismo. Servono interventi più consistenti e duraturi per migliorare la circolazione dell’acqua». (i.a.)
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