Gioco
Falso, prosciolti i vertici dell’Aci
La difesa ha sostenuto la mancanza della funzione pubblica
GROSSETO. Il giudice Giovanni Puliatti ha assolto i vertici dell'Aci di Grosseto e due esponenti di spicco del mondo dei motori maremmano, rinviati a giudizio con l'accusa di falso materiale commesso da pubblico ufficiale. Mauro Minoletti, direttore provinciale Aci, Marco Renzetti, vicepresidente nonché consigliere dell'Automobile Club grossetano, Paolo Santini, delegato provinciale Csai (è l'ente che si occupa dell'organizzazione di eventi sportivi legati ai motori), e Mirco Tognarini, presidente del comitato organizzatore del Trofeo Maremma di rally, erano sospettati di aver alterato le operazioni elettorali provinciali della Commissione sportiva automobilistica italiana del 15 dicembre 2008.
Si trattava di un'inchiesta partita dalla Procura di Verbania e ramificatasi poi in tutta Italia. Renzetti era imputato in qualità di presidente del seggio elettorale di Grosseto, di cui Minoletti era segretario. Secondo l'imputazione, avrebbero attestato falsamente nel verbale che gli elettori avevano firmato nello spazio riservato alla firma, quando invece otto di loro non avrebbero mai apposto la loro sottoscrizione nel tabulato. Avrebbero anche formato o fatto formare quelle otto schede elettorali apparentemente compilate dai sottoscrittori, nonché il tabulato sempre relativo a quegli otto elettori. Tognarini e Santini invece erano imputati perché sarebbero stati gli autori materiali delle sottoscrizioni apocrife, sempre nell'ambito delle tre contestazioni mosse a Minoletti e Renzetti per le operazioni elettorali del dicembre 2008.
Al termine del dibattimento, aperto due anni fa, il pm onorario Elena Bartalini aveva sollecitato una condanna a 8 mesi per ciascuno degli imputati. Le motivazioni saranno depositate entro tre mesi. In aula, il difensore Alessandro Risaliti aveva sostenuto che la funzione pubblica dell'Aci (ad esempio quella relativa alla tenuta del Pra) non è invocabile nel caso in cui l'Automobile club svolga le funzioni di federazione sportiva. In quest'ultimo caso Aci e Csai (cioè il ramo che gestisce la parte agonistica) hanno una funzione squisitamente privata. Il giudice deve evidentemente aver raccolto questa interpretazione.
(p.s.)
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