Il Tirreno

Grosseto

LO SFOGO DEGLI ALLEVATORI

«Tra predatore e pecora convivenza impossibile»

CASTEL DEL PIANO. La notizia che una settimana fa, in Francia, è stato ucciso un lupo, il settimo, dopo che dal 30 giugno Parigi ha autorizzato la soppressione di 36 lupi nell’area che va dall’Alsazia...

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CASTEL DEL PIANO. La notizia che una settimana fa, in Francia, è stato ucciso un lupo, il settimo, dopo che dal 30 giugno Parigi ha autorizzato la soppressione di 36 lupi nell’area che va dall’Alsazia Lorena fino alle Alpi da un lato e dai Pirenei dall’altro, suscita di nuovo l’attenzione degli allevatori maremmani che tornano a sottolineare l’assurdità della convivenza lupo-pecore.

«Noi stiamo a guardare – dice un gruppo di allevatori – ma hanno ragione i francesi quando dicono chiaro e tondo che la convivenza lupo pecora non è possibile. E il governo francese l’ha capito. Si vede che è un governo che tiene di più all’agricoltura e all’allevamento. E anche all’ambiente. Piuttosto di rischiare l’abbandono dei pascoli delle Alpi e di creare dissesto e desertificazione, ha preso le parti degli allevatori. E noi?».

Fra l’altro secondo gli allevatori francesi la colpa della presenza del lupo in Francia, dove non si vedeva da circa 80 anni, dipende dal “lassismo” italiano che ha avallato le richieste degli animalisti e degli ambientalisti tutti presi dalla voglia di ripopolare di lupi l’Italia.

«Ma chissà perché – commenta Franco Mattei allevatore di Preselle – è stata scelta, per questo ripopolamento, unica in Italia, la provincia di Grosseto, quella più ricca di allevamenti e di tradizione in questo settore. Un controsenso che paghiamo carissimo. A questo punto non ci resta che mettere in pratica tutto quello che ci impongono: reti, cani e guardiani . Solo così dimostreremo, alla fine, che queste precauzioni servono a poco. Siamo invasi da predatori, lupi e ibridi. Fra l’altro in Francia non fanno certo differenza fra gli uni e gli altri. Sono predatori letali per i greggi e secondo quanto hanno deciso, vanno tolti di mezzo. Noi, con i quasi 2000 lupi in Italia, a fronte dei 300 in Francia siamo costretti a sentire nei gazebo messi su con i progetti in corso che il lupo deve convivere con le pecore. Ma non si è ancora capito che non è possibile?».

Anche Paolo Rossi, direttore di Confagricoltura Grosseto, prendendo spunto dalle dichiarazioni del ministro dell’agricoltura francese, Stéphane Le Foll, torna a parlare del problema che sta angustiando da anni il settore dell’allevamento ovicaprino maremmano: «Perché nella Francia ecologista e ambientalista si può arrivare all’abbattimento dei lupi con due ministri, quello dell’agricoltura e dell’Ecologia, che inviano una lettera ai prefetti in cui autorizzano le operazioni di prelievo per i cacciatori addestrati nei boschi francesi che confinano con la montagna torinese, e da noi questo non avviene? Mi risulta che l’Italia sia in Europa come lo è la Francia, nazione in cui la concentrazione di branchi, circa 200 capi, unita ai continui attacchi agli allevamenti, ha convinto i due dicasteri a una scelta drastica, ma necessaria per tutelare l’economia montana». Rossi si spinge oltre e spiega che così facendo c’è il rischio concreto che branchi di lupi, sconfinando, invadano il Piemonte. (f.b.)

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