Toscana
Olio extravergine più competitivo Ecco “Toscolio”
GROSSETO. Un progetto interprovinciale e integrato di filiera da 6 milioni e mezzo di euro studiato per rendere la Maremma uno dei territori di riferimento per la produzione dell’olio extravergine di...
GROSSETO. Un progetto interprovinciale e integrato di filiera da 6 milioni e mezzo di euro studiato per rendere la Maremma uno dei territori di riferimento per la produzione dell’olio extravergine di oliva e renderlo più competitivo sul mercato. È questo l’obiettivo che Confagricoltura Grosseto - in collaborazione con Apot (Associazione produttori olivicoli toscani) e Confoliva - si pone con Toscolio, un piano integrato di filiera (Pif) che metterà in rete almeno 40 aziende delle province di Grosseto, Livorno, Pisa, Lucca e Firenze, in grado di produrre olio con impianti e macchinari dotati di tecnologie avanzate. Alla base del progetto c’è lo sfruttamento di 160 ettari con l’uso di impianti a norma tradizionali, intensivi e super intensivi (che prevedono l’aggiunta di macchinari e impianti nuovi o migliorati) con nuovi sistemi di potatura e raccolta meccanizzata. Oltre alle aziende dedite alla produzione ma anche al confezionamento e organizzazione del prodotto, vi prenderanno parte i Centri di ricerca delle Università di Firenze e Pisa (a cui compete il collaudo della parte tecnica) che lavoreranno in territori che vantano complessivamente 3.000 piante, 160 ettari di impianti e 120 quintali di olive. Si aspetta solo l’ok della Regione Toscana che dovrà approvare il relativo bando inserito nel Piano di sviluppo regionale (Psr) in scadenza il 31 ottobre. Ricevuto l’ok della Regione (che si attende per i primi di febbraio 2016) e con l’entrata a regime del progetto, il produttore agricolo che vi aderirà potrà beneficiare del contributo minimo del 40% per l’acquisto dei macchinari e per il miglioramento degli impianti. «Il risultato da raggiungere per le aziende - spiega Paolo Rossi, direttore di Confagricoltura Grosseto - sarà il più elevato reddito, l’abbattimento dei costi di produzione abbinato a un prodotto finale migliore rispetto al passato». «Con le innovazioni tecnologiche - dice Antonfrancesco Vivarelli Colonna, presidente di Confagricoltura - potremmo migliorare il rendimento produttivo da circa 70 quintali a quasi 120-130 quintali per ettaro».
Stefano Fabbroni
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