Il Tirreno

Grosseto

Il Comune dice sì agli orti sociali

di Enrico Pizzi
Il Comune dice sì agli orti sociali

Siglato il patto a Firenze: l’ente pubblico metterà a disposizione terreni e darà in appalto la gestione

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. La Regione Toscana e il Comune di Grosseto, insieme ad altri cinque Comuni toscani - Firenze, Siena, Livorno, Lucca e Bagno a Ripoli - scommettono sugli orti sociali e lo fanno attraverso un protocollo d’intesa siglato ieri mattina, a Palazzo Strozzi Sacrati, a Firenze, con cui si dà il via a «100.000 orti in Toscana», un progetto su cui la Regione ha già messo tre milioni di euro per i prossimi tre anni, cifra che potrebbe, però, aumentare.

«È un grande successo per il nostro Comune che insieme agli altri si trova a fare da capofila» ha commentato il vicesindaco di Grosseto, Paolo Borghi, che ha siglato l’atto per il Comune di Grosseto.

Borghi ha sottolineato che con la Regione Toscana saranno avviate le verifiche necessarie a individuare i terreni, di proprietà regionale, che potranno essere messi a disposizione per questo progetto.

Il Comune stesso metterà a disposizione terreni propri, di verde pubblico, ma anche porzioni di giardini scolastici per coinvolgere nel progetto anche le scuole, con insegnati, bambini e famiglie, come già avviene, per esempio, nella scuola di via Einaudi.

Poi si passerà alla fase attuativa che prevede di dotare i terreni in questione di servizi come l’acqua e l’energia elettrica, di suddividerli in piccoli appezzamenti, tra i cento e i trecento metri quadrati, e di metterne a bando la gestione, privilegiando associazioni e soggetti senza scopo di lucro a singoli privati.

Gli orti sociali potranno anche essere dotati di strutture comuni che servano sia per il rimessaggio degli attrezzi agricoli che per le attività di socializzazione.

L’idea dei 100.000 orti in Toscana, infatti, non si limita – ha spiegato l’assessore regionale alle politiche agricole Marco Remaschi - a favorire l'incremento delle superfici coltivate e del numero di appezzamenti disponibili per gli interessati, ma ha una portata maggiore, anche a carattere sociale, che sarà di riferimento per tutto il territorio regionale, ma anche nazionale».

Il modello di orto urbano toscano si configurerà, infatti, come un insieme di appezzamenti di terreno collegati dentro un sistema in cui sono inseriti servizi, spazi comuni, punti di aggregazione ed in cui la presenza delle persone non si limita alla coltivazione del “proprio” appezzamento, quanto a condurre una vita sociale volta anche allo scambio di informazioni, all'aggiornamento delle conoscenze, al confronto con le altre persone e le altre generazioni.

Un ruolo fondamentale sarà attribuito ai giovani.

«Per questo – ha detto l'assessore – l’iniziativa fa parte di Giovanisì, ma verranno coinvolti anche l'associazionismo e le scuole. I giovani potranno essere il motore di iniziative comuni di crescita e sviluppo di tutta la struttura».

Per i giovani l’orto urbano «può essere un importante banco di prova per progetti più ambiziosi in agricoltura».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore